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Un tempo tutte le carote erano viola

Un tempo, la maggior parte delle carote era viola. Fu nel 17esimo secolo che i coltivatori olandesi scelsero di selezionare e favorire le carote arancioni, per omaggiare uno dei colori della loro bandiera dell'epoca.

Pubblicato il 05/12/2019
Fonte: BBC, Wikipedia inglese (link alla fonte principale)
Tutti noi conosciamo le carote arancioni. Alcuni di noi sanno anche che esistono carote nere, rosse, bianche, gialle e viola. Ma ben pochi sanno che un tempo, in Europa, la maggior parte delle carote erano viola.

La pianta di oggi è una sottospecie della Daucus carota selvatica, nativa del sud-est asiatico e dell'Europa. Forse la pianta ebbe origine in Persia, e venne coltivata in origine per le sue foglie aromatiche e per i semi, più che per le radici.
Si parlò delle radici per la prima volta nel I secolo (per quanto ne sappiamo oggi). I romani mangiavano un ortaggio chiamato pastinaca, che era probabilmente la nostra carota o la pastinata selvatica (appartenenti alla stessa famiglia).
La pianta venne introdotta in Spagna nell'VIII secolo dai Mori. Nel X secolo le radici che giravano in Europa e in Ansia erano tutte viola.
Si dice (anche se non ci sono abbastanza prove per affermarlo con certezza) che le carote arancioni vennero create dai coltivatori olandesi, nel XVII secolo. Era un modo per omaggiare la Prinsenvlag, la bandiera dell'epoca, di colore arancio, bianco e blu.

carote viola
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