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In una delle primissime registrazioni del suono si scherzava sulla brutta musica che adesso poteva venir registrata

Nel 1888, quando la registrazione del suono era agli inizi, Arthur Sullivan brindò ad Edison dicendo: "Sono stupefatto e un po' terrorizzato per i risultati dell'esperimento di stasera – stupefatto per la magnifica potenza di quello che avete creato, e terrorizzato al pensiero di quanta musica atroce e terribile possa rimanere registrata per sempre".

Pubblicato il 12/09/2019 alle 21:01
Fonte: National Park Service Usa (link alla fonte principale)
Le primissime registrazioni del suono ebbero luogo negli ultimi decenni del 1800. Gli apparecchi di registrazione appartengono alla cosiddetta "Età Acustica", e usavano larghi corni conici che raccoglievano la pressione prodotta dalle onde sonore. C'era una membrana che, vibrando, faceva oscillare uno stilo che incideva un analogico delle onde sonore.
Erano registrazioni a basso volume e poco fedeli, e catturavano soltanto una piccola parte dello spettro del suono. Per questo, i musicisti erano costretti ad adattarsi a queste limitazioni.
In una delle primissime registrazioni, possiamo sentire il compositore Arthur Sullivan che, in un cilindro di Edison, brinda all'inventore dicendo:
"Sono stupefatto e un po' terrorizzato per i risultati dell'esperimento di stasera – stupefatto per la magnifica potenza di quello che avete creato, e terrorizzato al pensiero di quanta musica atroce e terribile possa rimanere registrata per sempre".

Un attore che interpreta Alexander Graham Bell in uno spot dell'AT&T degli anni '20
Un attore che interpreta Alexander Graham Bell in uno spot dell'AT&T degli anni '20

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