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La vendetta di Giulio Cesare contro i pirati che lo avevano rapito

Dopo essere stato catturato dai pirati, un giovane Giulio Cesare insistette affinché i suoi rapitori chiedessero un riscatto più alto, visto che quello stabilito gli sembrava insufficiente per una persona così importante. Inoltre, disse ai pirati che li avrebbe fatti crucifiggere uno ad uno. Loro lo ignorarono, pensando fosse pazzo. Tuttavia, dopo che il riscatto era stato pagato e Giulio Cesare liberato, egli organizzò una flotta, rintracciò i pirati e li crocifisse.

Pubblicato il 23/04/2021

Nel primo secolo a.C., le acque del Mar Mediterraneo erano pericolose. Non soltanto per le tempeste, ma soprattutto perché erano infestate di pirati. In particolare, la regione conosciuta come Cilicia Trachea, nel sud dell'Anatolia, era infestata di banditi pronti a mettersi in mare e a depredare i romani terrorizzati.

Nel 75 a.C., una banda di pirati Cilici catturarono, nel Mar Egeo, un nobiluomo 25enne che altri non era se non Giulio Cesare, che si stava recando a Rodi per studiare oratoria. Plutarco racconta che il rapimento fu, per Giulio Cesare, un inconveniente di minore importanza. Per i pirati, invece, fu un evento decisamente sfortunato.

La statua di Giulio Cesare, realizzata nel 1696 dallo scultore francese Nicolas Coustou

Fin dall'inizio, Cesare rifiutò di comportarsi come un prigioniero. I pirati gli dissero che avevano chiesto un riscatto in argento pari a 20 talenti, e lui li prese in giro, informandoli che non sapevano chi avevano catturato. Disse che una somma pari a 50 talenti di peso sarebbe stato più appropriata. Pagò il riscatto grazie ai compagni, che si erano recati a Mileto a raccogliere l'argento.

Cesare si era comportato come se fosse stato a casa sua tra i pirati. Li comandava e li zittiva quando voleva dormire. Fece loro ascoltare i discorsi e i poemi che aveva scritto nei tempi morti in cui lo avevano costretto. Quando non si mostravano sufficientemente impressionati li rimproverava, dando loro degli analfabeti. Partecipava ai loro giochi e ai loro esercizi, comportandosi sempre da capo.

Tuttavia, Cesare promise ai pirati che li avrebbe fatti crocifiggere, dal primo all'ultimo. Loro presero la minaccia come uno scherzo, e presero lui come una sorta di pazzo. Ma il suo non era uno scherzo. Una volta liberato, dopo 38 giorni, egli consumò la propria vendetta senza esitazione. Mise su una flotta a Mileto, e cominciò la caccia. Li catturò tutti, e li imprigionò. Come atto di clemenza, tuttavia, prima di crocifiggerli tagliò loro la gola.

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