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La Zone Rouge, in Francia, è stata così devastata dalla Prima Guerra Mondiale che nessuno può metterci piede ancora oggi

La Zone Rouge (Zona Rossa) include diverse aree della Francia nordorientale che sono state eccessivamente devastate e contaminate dalla Prima Guerra Mondiale. Interdette al pubblico, le zone sono disseminate di ordigni inesplosi, granate e munizioni arrugginite. Il terreno della Zone Rouge è pesantemente inquinato di mercurio, piombo, clorina, arsenico e vari acidi, oltre a un'infinità di resti umani e animali.

Pubblicato il 28/10/2021
Fonte: National Geographic (link alla fonte principale)

La cosiddetta Zone Rouge (Zona Rossa) è costituita da una catena di aree non continue situate nella Francia nordorientale. Dopo la Prima Guerra Mondiale, il governo francese isolò questa zona, che in origine copriva oltre 1200 chilometri quadrati, in quanto giudicata troppo danneggiata dal conflitto. I danni fisici e ambientali la rendevano, e la rendono tutt'ora, assolutamente inabitabile.

Piuttosto che tentare di bonificare le zone, si decise di restituire le zone alla natura, aspettando che le sue cure ripristinassero un equilibrio che l'umanità era riuscita a compromettere così pesantemente in pochissimi anni. Ancora oggi, diversi terreni della Zona Rossa sono inabitabili e quasi completamente off-limits.

In particolare, fu la Battaglia di Verdun a lasciare le tracce più consistenti. La battaglia, che durò per 300 giorni, falciò oltre 300.000 vite umane nel 1916. La regione circostante la piccola città di Verdun è stata alterata permanentemente. Prima del conflitto, il paesaggio era ben differente: una tranquilla campagna dove francesi e tedeschi ammassarono una quantità enorme di munizioni e armamenti.

Un campo di battaglia di Verdun durante la Prima Guerra Mondiale, che conserva chiaramente le tracce della lotta

La legge francese prevede oggi che case e fattorie non possono essere costruite in molte aree della Zone Rouge, anche a causa della gran quantità dei resti umani e animali, ma soprattutto per i tantissimi ordigni inesplosi che contaminano i terreni. Diversi villaggi e paesi non furono mai ricostruiti dopo la guerra.

Il suolo dei terreni nella Zone Rouge è gravemente inquinato dal piombo, mercurio, cloro e arsenico. Ci sono vari composti chimici nocivi o velenosi, acidi e resti di migliaia di cadaveri. Esistono ancora migliaia di bunker nascosti sottoterra, contenenti munizioni di vario tipo e potenzialmente molto pericolose.

Ogni anno vengono recuperate più di 30 tonnellate di ordigni inesplosi. Secondo l'agenzia governativa francese Sécurité Civile ci vorranno almeno 700 anni prima che l'area sia completamente bonificata. In alcune aree la vegetazione ancora non attecchisce. A nord di Verdun c'è un'area denominata ''place à gaz'' (il posto dei gas): qui, negli anni venti del novecento, furono ammassate e incendiate le munizioni caricate a gas di arsenico. Nel suolo, le ceneri di questo incendio contengono ancora oggi livelli di arsenico semplicemente inquietanti.

Al limitare del villaggio di Beaumont, la cui ricostruzione fu vietata
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