Animali
Persone
Celebrità
Tecnologia
Scienze
Società
Storia
Cibo
Mondo
Piante
Serie tv e Cinema
Fatti di Cronaca Divertenti o Insoliti
Videogiochi
Seguici sui social
Un progetto di
WORLD OPEN NEWS

L'unità mobile a raggi X su cui Marie Curie curava i soldati al fronte durante la Prima Guerra Mondiale

Durante la Prima Guerra Mondiale, Marie Curie sapeva che i soldati feriti dovevano essere operati immediatamente per aumentare le probabilità di sopravvivenza. Ideò una unità mobile a raggi X e andò personalmente al fronte per assistere i chirurghi militari. La sua invenzione prevenne molte amputazioni non necessarie. Oltre un milione di soldati feriti venne trattato dalle sue unità, che erano chiamate "petite Curies" ("piccole Curie").

Pubblicato il 21/04/2021

Marie Curie è principalmente nota per i suoi lavori relativi alla radioattività (scoprì i radioisotopi del radio e del polonio). Come sappiamo, è stata la prima donna a vincere un premio Nobel (e in realtà ne vinse due).

Pochi, però, sanno che Marie Curie fu anche un'eroina della Prima Guerra Mondiale. Se qualcuno avesse visitato il suo laboratorio durante la Grande Guerra, di fatto, non avrebbe trovato lei e neanche il radio che stava studiando. Quest'ultimo era ben nascosto e lei era in guerra.

Marie Curie nel 1903
Marie Curie nel 1903 // PD

Nel 1914, quando le truppe tedesche iniziarono a muoversi in direzione di Parigi, Marie Curie capì che doveva mettere in pausa le sue ricerche. Raccolse il radio e lo mise in un contenitore in piombo, portandolo in treno fino a Bordeaux e lasciandolo in una cassetta di sicurezza in banca. Poi tornò a Parigi, sicura che avrebbe recuperato il radio una volta finita la guerra.

Non rimase, tuttavia, con le mani in mano. Non esitò a dare un suo contributo per la guerra. Essendo una donna di mezza età, ovviamente, non poteva combattere. Ma poteva usare la scienza a scopo bellico. Non per produrre armi, ma per salvare vite. Marie Curie sapeva benissimo che i soldati avevano bisogno di essere operati il prima possibile, in caso di ferite gravi. Capì che serviva uno strumento in grado di effettuare test radiologici direttamente al fronte. E non ci mise molto a realizzarlo: grazie alla sua unità mobile a raggi X, diede un gran supporto ai chirurghi militari ed evitò moltissime amputazioni non necessarie.

I raggi X, una radiazione elettromagnetica, erano stati scoperti nel 1895 da Wilhelm Roentgen. Fin da subito, i medici iniziarono a sfruttare questa tecnologia per "vedere" le ossa dei pazienti e trovare eventuali oggetti estranei – come, soprattutto nel caso della guerra, dei proiettili.

Nei primi decenni del XX secolo, però, le macchine a raggi X si trovavano soltanto negli ospedali delle grandi città. Decisamente lontano dai campi di battaglia, dove venivano trattati i soldati feriti. La soluzione di Marie Curie fu l'invenzione di un veicolo che conteneva una macchina a raggi X, e un equipaggiamento per creare una camera oscura. Il veicolo poteva essere portato sul campo di battaglia. I chirurghi militari potevano usare i raggi X per prendere decisioni migliori sulle operazioni da effettuare.

Una delle difficoltà maggiori fu la necessità di energia elettrica per produrre i raggi X. Curie incorporò una dinamo, un generatore elettrico, per risolvere il problema. Inoltre, un veicolo solo non bastava. Curie si rivolse alle donne parigine più ricche e chiese di finanziare il progetto. In breve tempo realizzò 20 veicoli, e iniziò ad addestrare altrettante volontarie, insegnando insieme a sua figlia Irene.

Marie Curie, però, si mise in gioco in prima persona. Portò la propria "petite Curie" ("piccola Curie", come erano chiamati i veicoli) al fronte, e per poterlo fare imparò a guidare, e cambiare i pneumatici e ad effettuare basilari operazioni di manutenzione meccanica.

Marie Curie mentre guida la sua unità mobile a raggi X
Marie Curie mentre guida la sua unità mobile a raggi X // PD
Non perderti neanche un articolo, seguici su Facebook!