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La storia di Shi Pei Pu, la spia che si finse donna per 20 anni per ingannare un diplomatico francese

Pur di acquisire informazioni, la spia cinese Shi Pei Pu si finse donna, e intraprese con un diplomatico francese una relazione che durò 20 anni. Comprò addirittura un bambino e convinse il diplomatico che era suo

Pubblicato il 26/12/2018 alle 22:10
Fonte: telegraph.co.uk, New York Times, Wikipedia inglese (link alla fonte principale)
Nel 1964 il presidente Francese Charles de Gaulle annunciò che la Francia avrebbe riconosciuto il regime Comunista cinese, e un mese dopo il paese fu la prima potenza occidentale ad aprire un'ambasciata a Pechino dopo la guerra di Corea.
Bernard Boursicot, 20enne, si trovò là lavorare come ragioniere d'ambasciata. In cerca di avventura, ma anche di amori, si aggirò per i party degli ambasciatori, dove veniva guardato dal'alto in basso.

Ma un giorno, a una di queste feste, conobbe una persona che lo incantò. Era un giovane cantante d'opera, chiamato Shi Pei Pu, che era solito interpretare personaggi femminili. Shi parlava fluentemente francese e insegnava cinese alla comunità diplomatica.
Dopo aver stretto una profonda amicizia, Shi raccontò a Bernard La Storia della Farfalla, un'opera in cui diceva di aver interpretato una dei suoi ruoli più famosi. Parla di una bella ragazza che non può iscriversi a una scuola imperiale riservata ai maschi. Allora si scambia i vestiti con il fratello, e va a scuola al suo posto. Shi disse al suo amico che lui era come quella ragazza: confidò a Bernard che in realtà lui era nato femmina, ma che sua madre lo aveva costretto a crescere come uomo perché il padre minacciava di lasciarla se non avesse avuto almeno un figlio maschio.


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Boursicot era ingenuo per quanto riguardava il sesso: pur avendo il desiderio di una relazione fisica con una donna, aveva avuto rapporti "sperimentali" solo con dei compagni di scuola.
La prima volta che Bernard Boursicot ebbe un rapporto con la "ragazza", non fu pienamente soddisfacente, perché Shi non riusciva a lasciarsi andare. Ma in qualche modo il diplomatico non sospettò mai che Shi, alla fine, era un maschio per davvero. E non ebbe alcuno stupore quando questi gli disse che aspettava un figlio. Era il dicembre del 1965, poco prima che Boursicot dovesse lasciare la Cina.

Il diplomatico poté tornare a Pechino solo quattro anni dopo, come archivista d'ambasciata. Ora la Cina era stretta nella morsa della Rivoluzione Culturale, e Shi disse a Boursicot che il figlio era stato mandato in una località segreta, vicino al confine russo, per la propria incolumità. Ma gli mostrò una foto: il figlio era stato chiamato Shi Du Du.
Un giorno il diplomatico trovò a casa di Shi due uomini del governo cinese, e per ingraziarseli confidò che aveva accesso ai documenti diplomatici francesi. Per dimostrarlo, gliene portò qualcuno, e continuò finché non lasciò la Cina nel 1972.

Altri cinque anni dopo, Bernard poté tornare in Asia, a Ulan Bator, capitale della Mongolia. Si trattava di una postazione diplomatica minuscola e senza sicurezza, e poté così continuare a passare informazioni ai cinesi. Ogni sei settimane visitava Pechino, dove ora Shi viveva con il "figlio", che appariva a tutti gli effetti metà caucasico e metà asiatico.
Quando il diplomatico poté tornare a Parigi, nell'82, Shi Pei Pu e Shi Du Du riuscirono ad andare con lui, grazie ad un visto culturale. Shi, infatti, era diventato famoso a Parigi, non solo per il ruolo di cantante d'opera ma anche per qualche sua comparsa in tv.

Ma gli agenti della Direction de la Surveillance du Territoire scoprirono quasi subito che Shi viveva a casa di un diplomatico francese, e nell'estate dell'83 li interrogarono entrambi.
Shi dichiarò di non essere a conoscenza del passaggio di documenti alla Cina da parte dell' "amico". E continuò ad affermare di essere una donna, anche se era abbastanza evidente il contrario. Un giudice francese ordinò un esame medico e lo mandò in una prigione maschile, la stessa di Boursicot.
E fu solo allora che il diplomatico scoprì che la donna con cui aveva avuto una relazione ventennale era in realtà un uomo. Boursicot in seguito affermò che, probabilmente, era stato ingannato perché Shi aveva una straordinaria capacità di ripiegare il pene e ritrarre i testicoli, simulando una vagina e permettendo una superficiale penetrazione.

Shi e Boursicot vennero condannati a 6 anni. I documenti rivelati erano in realtà di bassissimo grado. Dopo un anno di prigione, vennero entrambi graziati dal presidente Mitterrand.
Shi affermò di non aver mai detto espressamente all'altro di essere una donna, ma solo di averglielo fatto credere. E disse che Shi Du Du non era suo figlio. Questi, ormai maggiorenne, disse che era nato nella minoranza Uyghur, e che era stato venduto dalla madre per via delle disperate condizioni economiche.

La storia, ai tempi, fece molto scalpore, e il povero Bernard Boursicot fu deriso fino allo sfinimento. Le sue vicende ispirarono un'opera di Broadway, M. Butterfly, e poi un film con lo stesso nome.

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