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Quando "fuorilegge" significava "al di fuori della protezione della legge"

Storicamente, in molti paesi il "fuorilegge" ("outlaw") non era un semplice criminale. Era piuttosto un criminale considerato "fuori dalla protezione della legge". Non aveva diritti e poteva essere ucciso da chiunque lo volesse.

Pubblicato il 05/06/2020 alle 20:48
Fonte: Wikipedia inglese (link alla fonte principale)

Oggi molti di noi utilizzano la parola "fuorilegge" come semplice sinonimo di criminale. "Fuori legge", dunque, è inteso come "colui che è fuori dalla legge" (ovvero che non la rispetta).
Storicamente, tuttavia, fuorilegge significava "colui che è privato della protezione della legge e dai diritti normalmente garantiti".
Nelle società pre-moderne, non era insolito che ogni protezione legale fosse ritirata al criminale, cosicché ognuno potesse ucciderlo senza subire ripercussioni.
La messa in fuorilegge ("outlawry") era una delle condanne più dure di molti sistemi legali. Per fare un esempio, nei primi sistemi di legge germanica, non c'era condanna a morte, e la messa in stato di fuorilegge era la punizione più estrema che si potesse infliggere, considerata pressoché come una condanna a morte.
Il concetto era presente anche nelle leggi degli antichi romani. Il criminale veniva dichiarato "homo sacer" (una figura giuridica che rimase anche nel medioevo). L'Homo sacer (che significa "uomo sacro" o "uomo maledetto" era un esiliato che poteva venire ucciso da tutti ma non essere sacrificato in rituali religiosi. Nelle pratiche religiose dei primi tempi della civiltà romana, sacer indicava "messo in disparte" dalla società, e indica sia "sacro" sia "maledetto".
Le punizione inflitta consisteva nell'interdicere aquae et igni ("proibire acqua e fuoco"). I criminali dovevano lasciare i territori romani e abbandonare ogni proprietà. Se tornavano, erano a tutti gli effetti dei fuorilegge, e potevano venire uccisi senza conseguenze.

Nella common law d'Inghilterra, il mandato di "outlawry" prevedeva la formula del Caput lupinum: "Che la sua sia la testa di un lupo". Agli occhi della legge, la persona era uguale a un lupo e gli altri potevano ucciderlo come avrebbero fatto nei confronti di una di quelle bestie.

Il concetto venne reintrodotto, più di recente, dalla legge britannica da diversi governi coloniali in Australia, per affrontare la minaccia dei bushranger (i criminali evasi che vivevano nelle natura selvaggia, riuscendosi a sostentarsi con quello che trovavano tra i cespugli – "bush" in inglese).
Un caso importante di "fuorilegge" fu quello di Napoleone Bonaparte: il 13 marzo 1815 il Congresso di Vienna dichiarò che egli aveva "privato sé stesso della protezione della legge".

Il bushranger Australiano Ned Kelly
Il bushranger Australiano Ned Kelly

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