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L'Uomo di Tollund è una delle mummie di palude meglio conservate mai trovate

Quando, negli anni '50, l'uomo di Tollund venne trovato in una palude, il suo incredibile stato di preservazione portò tutti a pensare che si trattasse della vittima di un recente omicidio. Ulteriori analisi rivelarono che l'uomo era vissuto invece durante il IV secolo a.C., ed era dunque rimasto sepolto per oltre 2000 anni.

Pubblicato il 30/10/2020

Era un giorno di maggio del 1950 e i fratelli Højgaard, del villaggio di Tollund in Danimarca, erano andati a tagliare della torba per la stufa. Mentre lavoravano, tuttavia, dalla torba affiorò un volto. I lineamenti erano talmente ben definiti che i due pensarono di aver scoperto il cadavere di un uomo assassinato molto di recente. Proprio per questo, essi avvisarono immediatamente la polizia.

Quando gli agenti arrivarono sul luogo, però, capirono che il ritrovamento era qualcosa di molto diverso. Non si trattava di un semplice cadavere, ma di una mummia. Vennero chiamati subito anche i ricercatori del museo di Silkeborg che a loro volta chiamarono l'archeologo P. V. Glob, esperto in mummie di palude.

Egli stabilì che il corpo aveva almeno 2000 anni. Quello che sarebbe in seguito stato conosciuto come uomo di Tollund risale al IV secolo a.C., ai tempi dell'età del ferro. Gli sfagni, i muschi tipici delle torbiere, ne hanno arrestato la decomposizione e il corpo è conservato in modo notevole.

A quanto pare l'uomo di Tollund fu ucciso e gettato nella palude come sacrificio a una divinità legata alla fertilità. Grazie allo stato di conservazione è stato possibile effettuare studi molto accurati. Il suo corpo era in posizione fetale, 2 metri sotto la torba e intorno al collo c'era un cappio. Capelli corti, sul mento l'uomo di Tollund aveva ancora un millimetro di barba, segno che nella ventiquattro ore precedenti la morte l'uomo non si era rasato.

Gli sfagni permettono di conservare così bene una mummia anche perché rendono acido il terreno. Questo, combinato con la mancanza di ossigeno, hanno preservato i tessuti molli dell'uomo di Tollund così come era successo con altre mummie di torbiera.

L'uomo di Tollund era alto 161 centimetri e aveva tra i 30 e i 40 anni. Curiosamente, nello stomaco aveva (oltre un porridge di orzo e di erbe selvatiche) tracce di ergot, un fungo allucinogeno che potrebbe aver assunto volontariamente (o a scopi cerimoniali) per alterare il proprio stato mentale prima di essere sacrificato.

Uno studio pubblicato nel luglio del 2021 ha confermato che lo stomaco dell'uomo di Tollund contiene Polygonum lapathifolium (poligono nodoso). Si tratta di una pianta che cresce spontaneamente tra le colture di orzo, ma le prove rinvenunte nei depositi di grano dell'età del ferro mostrano che veniva solitamente trattata come un'erbaccia durante la trebbiatura. Per questo, nuove ipotesi sono state avanzate circa il valore cerimoniale dell'ultimo pasto dell'uomo. Sono state le nuove tecnologie in grado di individuare le particelle più microscopiche a rendere possibile l'individuazione dell'erba.

L'uomo di Tollund poco dopo il ritrovamentoL'uomo di Tollund
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