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Il senzatetto di New York che si faceva arrestare di proposito per avere dei pasti caldi garantiti

Un senzatetto di New York andava regolarmente a cena in ristoranti raffinati e poi si rifiutava di pagare. Il suo obiettivo era quello di essere mandato in prigione, dove poteva ricevere tre pasti al giorno e avere un letto pulito. Non voleva commettere crimini più gravi, che gli avrebbero garantito pene più lunghe, perché non sopportava l'idea di far del male a qualcuno o di commettere atti violenti.

Pubblicato il 11/05/2021

Gangaram Mahes era un senzatetto di New York che, nel 1994, è finito sul New York Times per la sua triste ed insolita abitudine di andare nei ristoranti eleganti, vestito con i suoi migliori abiti ricevuti in regalo, soltanto per essere mandato in prigione.

Era un ladro ma non fuggiva. Si rifiutava di pagare non soltanto perché non aveva soldi, ma perché il suo obiettivo era proprio quello di essere arrestato, di essere mandato a "casa", a Rikers Island, la prigione più grande di New York. Lì aveva tre pasti garantiti e un letto pulito, anche se doveva condividere la propria vita con criminali di ogni genere. L'allora 36enne è stato definito un "serial diner", un "cenatore seriale".

Nel '94 aveva già commesso lo stesso crimine almeno 31 volte, secondo i registri della prigione, e si era sempre dichiarato colpevole, e mai aveva chiesto agli avvocati di cercare uno sconto di pena. Per lui, è più difficile stare fuori che dentro.

I procuratori dicevano che non è il loro lavoro quello di considerare se mettere in galera qualcuno corrisponde a dargli quello che vuole. A quanto pare, c'era un numero crescente di persone che commettevano crimini minori con il chiaro intendo di andare in prigione. Ma Mahes era insolito sia per il metodo sia per la persistenza.

La sua vita in gabbia era a volte violenta, ma l'uomo la riteneva migliore rispetto all'andare di rifugio in rifugio o al vivere in scatoloni di cartone. In prigione c'è ordine, e ceni sempre alla stessa ora.

C'è chi ha trovato davvero triste questa realtà: quanto doveva essere brutta, la sua vita, per preferire di andare in prigione? D'altro canto, altri hanno notato che l'uomo  teneva ad andare in prigione senza ferire nessuno. Rubare la cena in un ristorante costoso di New York è una cosa. Lanciare un vetro a una finestra o far del male a qualcuno è un'altra.

Senzatetto
Foto di Leroy Skalstad da Pixabay
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