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Henry “Box” Brown, lo schiavo che si "spedì" verso la libertà

Henry “Box” Brown fuggì dalla schiavitù nel sud degli USA “spedendosi” verso la libertà. I suoi amici lo impacchettarono in una scatola e lo inviarono a Philadelphia, camuffandolo da merce. Sopravvisse, e iniziò a lavorare come mago.

Pubblicato il 25/04/2019 alle 19:56
Henry Brown, nato nel 1815, da giovane fu schiavo in Virginia, costretto a lavorare in una piantagione di tabacco. Nel 1848 gli venne detto che la moglie e i tre figli stavano venendo venduti a uno schiavista del North Carolina. Questo lo convinse a cercare in ogni modo la libertà per potersi riunire alla sua famiglia. Con l’aiuto di due amici, Henry si intrufolò in una grossa scatola di legno, e si spedì a Philadelphia, alla società Anti-Schiavitù, dove gli abolizionisti lo stavano aspettando. Venne spedito insieme a un piccolo contenitore con acqua a qualche biscotto, con un piccolo buco per farlo respirare. Quando gli abolizionisti aprirono la scatola, lo trovarono vivo, anche se coperto di sudore. L’uomo saltò fuori, esclamando: “Come va, Gentlemen?”. Fu allora che i suoi salvatori lo soprannominarono “Box”.

Henry Box Brown

Brown scrisse due autobiografie per raccontare la sua storia, ma anche per approfittare della buffa e curiosa vicenda per avere un po’ di visibilità. Divenne attore a Boston, e in seguito mise in imbarazzo il movimento abolizionista perché non ricomprò la famiglia in North Carolina quando ebbe l’opportunità di farlo. Invece, l’uomo scappò in Inghilterra, quando il Fugitive Slave Act del 1850 minacciò di fargli perdere nuovamente la libertà. Là conobbe la sua seconda moglie, ed ebbe una figlia, per poi proseguire la carriera nel mondo dello spettacolo diventando un mago.
La sua storia è quella di un uomo dal dubbio carattere, ma dalle risorse e dalla creatività notevoli: fu capace di reinventarsi completamente e di ricominciare da capo dal nulla. Non sappiamo cosa lo spinse a fare alcune delle scelte che fece. La sua storia, però, si è potuta scrivere perché era un uomo libero. Sogniamo un mondo in cui ogni uomo possa avere la massima libertà possibile per poter scrivere la propria.


Henry Box BrownHenry Box Brown

(immagini: Pubblico Dominio via Wikimedia)
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