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La "Grande Muraglia Verde" nel Sahara: miliardi di alberi per contenere la desertificazione e salvare i territori degli antichi popoli Sahel

Nel 2007 è stata avviata la realizzazione di una "Grande Muraglia Verde" nel Sahara, che consiste nel piantare enormi quantità di alberi per fermare la desertificazione. Da quando è iniziata l'impresa, soltanto l'Etiopia ha piantato oltre 5,5 miliardi di piantine.

Pubblicato il 18/11/2021
Fonte: Wikipedia inglese, Medium (link alla fonte principale)

Nelle terre polverose e battute dal vento del Niger, una volta c'era un solitario albero di acacia. Le carovane passavano sotto i suoi rami appuntiti, l'ultima tappa prima dell'infinito mare di sabbia. Conosciuto come l'Albero di Ténéré, era l'unico per centinaia di miglia: l'albero più solitario della Terra.

L'Albero di Ténéré era il ricordo di un tempo dimenticato in cui il Sahara brulicava di vita. L'arte rupestre preistorica, dipinta splendidamente, lo dimostra. Ippopotami, rinoceronti, elefanti, giraffe e antilopi sono raffigurati nelle grotte del Sahara. Per millenni, gli abitanti di queste zone hanno prosperato in una terra di laghi oceanici e fiumi fragorosi.

Oggi il Sahara è il più grande deserto della Terra, che si estende dall'Atlantico al Mar Rosso, un'area più grande degli Stati Uniti continentali. E sta avanzando. Per le comunità che vivono nel Sahel - una sottile striscia di terra vicina al confine meridionale del deserto - i mezzi di sussistenza e il futuro non sono affatto garantiti.

Per secoli, il Sahel - che significa "costa" in arabo - è stato il "granaio" delle civiltà africane che prosperavano sulle carovane del deserto, che solcavano le sabbie come navi sull'oceano. Da Wagadu, gli imperi del Mali e Songhai e i signori dei cavalli dei regni Mossi a ovest, fino alle antiche dinastie axumite a est. Ma il loro successo era strettamente legato alle fragili praterie e agli alberi sparsi.

Oggi, le nazioni che hanno ereditato la terra da questi antichi popoli hanno un futuro incerto. Cambiamento climatico e secoli di pascolo eccessivo stanno decimando il Sahel. Per fermare la definitiva perdita di questa terra, è stato avanzato il piano ecologico più audace mai messo in atto. Si chiama la Grande Muraglia Verde.

La Grande Muraglia Verde dell'Iniziativa per il Sahara e il Sahel è una pionieristica iniziativa africana che ha come obiettivo la riduzione degli effetti indotti dal cambiamento climatico globale e dalla desertificazione. È guidata dall’Unione africana, e vuole migliorare la qualità di vita di milioni di persone creando un "mosaico" di paesaggi produttivi verdi tra il Nord Africa, il Sahel e il Corno d'Africa.

Inizialmente, fu il biologo Richard St. Barbe Baker a proporre che una "barriera verde" potesse fermare l'avanzata del deserto. Era il 1952: la sua idea per contenere il deserto era quella di realizzare una lunga fascia alberata larga 50 km. L'idea è stata poi riproposta nel 2002 e approvata nel 2005. Gli investimenti sono ingenti: entro il 2030, verranno investiti 33 miliardi di dollari (dei quali quasi la metà sono già stati impiegati).

Oggi, la Grande Muraglia Verde è più che altro concepita come un "mosaico" di zone produttive e "verdi" per sostenere le persone e le comunità nel Sahel e nel Sahara.

L'Etiopia è stata la nazione di maggior successo, con 5,5 miliardi di piantine piantate, da quando l'iniziativa è stata avviata.

Grande Muraglia Verde
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