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Mangiare di baci e piangere di gioia: ecco a cosa servono le espressioni dimorfe

L'espressione dimorfa è il fenomeno che avviene quando l'espressione di un'emozione assume tratti opposti all'emozione stessa. Alcuni esempi sono il piangere di gioia, la risata nervosa e la "aggressione di coccole" (il "ti mangerei di baci"). A quanto pare si tratta di un meccanismo che aiuta il cervello a regolare le emozioni.

Pubblicato il 27/03/2020 alle 21:12
La biologia evoluzionistica ci insegna che, se troviamo carini i bambini piccoli, c'è un motivo ben preciso. Il nostro obiettivo, come specie, è sopravvivere e tramandare i nostri geni. Per tramandare i geni dobbiamo procreare, e difendere la nostra progenie. I bambini hanno bisogno di cure per sopravvivere, e l'evoluzione ci ha insegnato a trovarli adorabili per invogliarci a prendercene cura.
Guardare cose carine provoca una scarica di dopamina, un neurotrasmettitore che – tra le altre cose – ci fa sentire felici.
I tratti fisici dei neonati vengono condivisi anche da altre creature, come i piccoli animali. Esistono alcune caratteristiche, tra cui occhi e testa in proporzione più grandi, che ci fanno intenerire.
È curioso però che spesso questo sentimento è accompagnato da qualcosa che può incorporare elementi di aggressività. È indicativa la frase "ti mangerei di baci": un'espressione di affetto che però tira in ballo un'azione abbastanza aggressiva (se non a tutti gli effetti mostruosa, a ben pensarci).
Tra gli altri, la dottoressa Oriana Aragon, psicologa all'Università Clemson, ha studiato questa "aggressività da tenerezza", che comprende il desiderio di mordere (come fanno la mamme con i piedini dei bimbi) e di spremere.
È un esempio di quelle che vengono chiamate "espressioni dimorfe": sono espressioni opposte a ciò che viene effettivamente provato. Esistono molti altri esempi di questo fenomeno: il pianto di gioia e la risata nervosa tra gli altri.
Anche un'altra reazione alla tenerezza è una tipica espressione dimorfa: quella che riguarda il suono "aww" e comprende un esagerato aggrottamento delle ciglia: un'espressione tipica della tristezza.
"Quando vengono espresse in questo modo, è più facile gestire emozioni forti" spiega Aragon. "Questo fenomeno sembra aiutare le persone a regolare le emozioni".
La dottoressa sta cercando di capire il preciso rapporto tra espressioni dimorfe e regolazione delle emozioni.


via Pexels
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