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Ecco cosa successe quando un ricco mercante tolse il caffè alle donne di Boston

A Boston, nel 1777, in periodo in cui c'era penuria di caffè e zucchero, un ricco mercante ne gonfiò i prezzi. Una folla di 100 donne arrabbiate marciò fino al suo deposito e pretese le chiavi. Quando lui rifiutò, le donne lo presero per il collo ed entrarono. Caricarono montagne di caffé su dei carretti e andarono via.

Pubblicato il 10/10/2019 alle 20:17
Fonte: New England Historical Society (link alla fonte principale)
Tra il 1776 e il 1779 i neonati Stati Uniti d'America soffrirono di pesanti carenze di cibo. Questo causò diverse rivolte: le folle erano furenti nei confronti dei mercanti che, approfittando della situazione, gonfiavano i prezzi o monopolizzavano caffè, tè, zucchero e farina.
A Boston ci furono casi in cui furono le donne a guidare le rivolte. Cercavano di portare avanti fattori e famiglie, mentre i loro mariti erano altrove, impegnati dalla guerra.

Nel 1777 un mercante, Thomas Boylston, cercò di far alzare oltre ogni ragionevole importo i prezzi di caffè e zucchero, tenendoli il più possibile fuori dal mercato. A luglio una folla di donne arrabbiate lo fronteggiò, chiedendo di applicare prezzi ragionevoli per il caffè, e lui rifiutò.
Come scrisse Abigail Adams: "a quel punto un certo numero di donne, si dice cento o anche più, si dotò di carretti e marciò fino al suo deposito, chiedendo le chiavi, e lui si rifiutò di consegnarle.".
Allora "una di loro lo sollevò per il collo e lo gettò nel carretto. Allora lui consegnò le chiavi, e loro lo scaricarono dal carretto, aprirono il magazzino, caricarono il caffè e se ne andarono via".


Market Day, Roseau, Dominica
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