Animali
Persone
Celebrità
Tecnologia
Scienze
Società
Storia
Cibo
Mondo
Piante
Serie tv e Cinema
Fatti di Cronaca Divertenti o Insoliti
Videogiochi
Seguici sui social
Un progetto di
WORLD OPEN NEWS

La tasse sulle finestre d'Inghilterra che portò i proprietari di abitazioni a murare le proprie

Nel 1696, Guglielmo III d'Inghilterra introdusse una legge che prevedeva una tassa per coloro che vivevano nelle case con più di 10 finestre. Per evitare di pagarla, i proprietari delle case muravano tutte le loro finestre tranne 10. Visto che le finestre murate impedivano alle stanze di essere illuminate, la tassa cominciò ad essere indicata come una "rapina di luce solare".

Pubblicato il 09/03/2021

Nel 1696, Guglielmo III d'Inghilterra introdusse una tassa per i proprietari di abitazioni, proporzionale al numero di finestre. Curiosamente, la "tassa sulle finestre" ebbe un impatto non soltanto sociale, ma anche architettonico, tanto in Inghilterra quanto negli altri paesi in cui venne introdotta una legislazione simile (Irlanda e Francia), durante i secoli XVIII e XIX. Per evitare le tasse, infatti, i proprietari delle case murarono le finestre in eccesso.

La tassa fu pensata come imposta proporzionale al reddito, ma evitando le controversie circostanti l'idea di una "tassa sul reddito" vera e propria. A quel tempo, infatti, molte persone in Gran Bretagna si opponevano fortemente a una tassa di quel tipo, perché l'obbligo di comunicare il reddito personale era vissuto come un'intrusione inaccettabile da parte del governo e una potenziale minaccia alla libertà personale.

Ne La ricchezza delle nazioni l'economista classico Adam Smith discusse brevemente della tassa sulle finestre, osservando come la tassa fosse relativamente inoffensiva perché l'assessore delle tasse non doveva entrare nella residenza per calcolare il dovuto: le finestre potevano essere contate benissimo dall'esterno. Al contempo, Smith riporta come la tassa fosse stata criticata come non sufficientemente equa, visto che poteva avere un impatto sproporzionato a carico dei poveri.

La tassa consisteva in due parti: una di base, fissa, di due scellini per casa (equivalente a circa 14 sterline odierne) e una variabile per le case con più di 10 finestre. Ad esempio, le proprietà che avevano dalle 10 alle 20 finestre pagavano quattro scellini in più (28 sterline odierne) e quelle sopra le 20 ne pagavano 8. Nei decenni successivi la tassa venne modificata più volte, e divenne sempre più complicata, gravando maggiormente sulle proprietà con un numero di finestre molto maggiori.

La tassa fu decisamente impopolare. Visto che le persone muravano le finestre per evitare di pagarla (un gesto, di per sé, perfino discutibile, almeno da parte dei più ricchi), cominciò ad essere vista come una tassa "sulla luce del sole e sull'aria". Nel 1850-51, in Inghilterra, ci fu una grande agitazione in favore della sua abolizione, e nel luglio del 1851 venne rimossa. Secondo un mito popolare, la tassa veniva chiamata "rapina di luce solare", ma non ci sono pubblicazioni a supporto di questo fatto.

Una casa in Portland Street, Southampton, con finestre murate. Un perfetto esempio dei cambi architettonici indotti dalla tassa sulle finestre
Non perderti neanche un articolo, seguici su Facebook!