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L'uomo che si gettò dal Golden Gate Bridge e venne salvato da un leone marino

Nel 2000 un uomo si gettò dal Golden Gate Bridge di San Francisco. Sopravvisse, fratturandosi però delle vertebre nell'impatto. Venne salvato dall'annegamento grazie a un leone marino che lo tenne a galla finché i soccorritori non lo ebbero raggiunto.

Pubblicato il 23/07/2019 alle 20:44
Kevin Hines, di San Francisco, al tempo aveva appena 19 anni. Soffriva profondamente a causa di un disturbo bipolare, con episodi psicotici e attacchi di panico.
Il giorno che segnò la sua vita per sempre fu uno dei più neri della sua via. Continuava a sentire voci che dicevano che era inutile, senza valore, un peso per tutti quelli che lo amavano. Così scelse di togliersi la vita, buttandosi dal Golden Gate Bridge.
"Devi morire! Salta, adesso." Gli dissero le voci quando si trovò sull'orlo del precipizio. E Hines lo fece, ma se ne pentì immediatamente. Capì che morire non era quello che voleva, e iniziò a pregare.
Dopo una enorme caduta (pare a quella che si avrebbe buttandosi da un palazzo di 25 piani) colpì l'acqua e si fratturò le vertebre: le gambe smisero di funzionare, e non riusciva a tenersi a galla. Subito dopo si accorse che qualcosa di grosso stava nuotando intorno a lui, e capì di essere spacciato, pensando che fosse uno squalo.
Ma non era così: in realtà – dicono i testimoni sopra di lui – era un leone marino, che lo tenne a galla per diversi minuti, finché i soccorsi della Guardia Costiera non lo tirarono fuori.
Da quel giorno Kevin abbandonò i propositi suicidari, ed iniziò anzi a combattere una causa per la prevenzione di questi gesti.

Leone marino




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