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La storia di Robert Ballard, l'oceanografo che trovò i resti del Titanic

Quando l’oceanografo Robert Ballard avviò una spedizione per trovare il relitto del Titanic, in realtà si trattava di una storia di copertura per una missione segreta della Marina USA, che aveva l’obiettivo di trovare due sottomarini nucleari naufragati. Il team di ricerca finì in anticipo, e il tempo rimasto lo passò cercando il Titanic. Riuscì a trovarlo per davvero.

Pubblicato il 14/04/2019 alle 23:20
Fonte: Wikipedia inglese, National Geographic (link alla fonte principale)
Nel 1985 venne scoperto il relitto del Titanic, il transatlantico britannico affondato nel 1912 ed entrato nell’immaginario collettivo grazie al celebre film di James Cameron.
Soltanto molto tempo dopo si scoprì che la missione che trovò i resti della nave britannica sui fondali in realtà era nata per tutt’altro motivo.
L’oceanografo americano Robert Ballard aveva già collaborato con la Marina USA sviluppando dei piccoli sommergibili che potevano essere controllati da navi in superficie, e che potevano effettuare diverse operazioni con delle “braccia” robotiche.
L’uomo sperava di poter andare alla ricerca di Titanic, e nel 1977 condusse una prima spedizione, che non ebbe successo.

Nel 1985 la Marina USA finanziò un viaggio segreto per trovare ed esaminare i relitti di due sottomarini nucleari, l’USS Scorpion e l’USS Thresher, affondati negli anni ’60. Il governo statunitense non era interessato a recuperare le tracce del Titanic, anche se queste si trovavano, a quanto pareva, proprio in mezzo a quelle dei due sottomarini. Così, finanziarono Ballard per trovare questi ultimi, dicendogli che poteva fare quello che voleva solo nel caso in cui avanzassero tempo e risorse.
L’oceanografo partì così per la spedizione con l’obiettivo di verificare lo stato dei reattori nucleari dei sottomarini, e l’eventuale impatto sull’ambiente circostante.
Ballard e la sua squadra scoprirono delle lunghe scie di detriti, che li portarono in breve tempo ai reattori. I sottomarini erano infatti implosi a causa dell’enorme pressione, così come lo studioso supponeva avesse fatto anche il Titanic. Dopo aver trovato i reattori in tempo, e osservato che erano al sicuro sul fondale e che non stavano impattando sull’ambiente, rimaneva tempo per ulteriori ricerche. Così, applicando quanto aveva osservato riguardo ai detriti lasciati dal Thresher e dallo Scorpion, il team cercò le tracce del vecchio transatlantico, scovandole il primo settembre.
La Marina Militare USA rimase spaventata dalla eco mediatica che fece questa scoperta. Ma tutti erano così affascinati dal relitto del Titanic che nessuno avanzò sospetti sulla missione. E il segreto rimase intatto per decenni.

Robert Ballard
Kingkongphoto & www.celebrity-photos.com from Laurel Maryland, USA










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