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Il macabro e profetico romanzo di Edgar Allan Poe

Nel 1838, Edgar Allan Poe scrisse un romanzo in cui si narra di un naufragio: i quattro sopravvissuti, pur di non morire di fame, optano per il cannibalismo e mangiano un giovane chiamato Richard Parker. Nel 1884, la nave Mignonette affondò e quattro membri dell'equipaggio sopravvissero. Prima di morire di fame, i naufraghi uccisero e mangiarono il più giovane tra loro: un ragazzo di nome Richard Parker.

Pubblicato il 12/10/2021

Storia di Arthur Gordon Pym è l'unico romanzo completo di Edgar Allan Poe. Pubblicato nel 1838, è una storia di mare piena di tutti gli elementi di base necessari a definirla tale: naufragi, ammutinamenti e navi fantasma, ma anche isolani ostili.

Il libro, però, racconta anche di cannibalismo, ed è qui che la faccenda diventa davvero strana. Però Poe ha creato un personaggio e un destino che, 50 anni dopo, sono di fatti diventati realtà nel modo più crudo possibile. Nel libro, infatti, tale Richard Parker viene mangiato dagli altri naufragi. E questa fu quasi una profezia.

Il romanzo è il diario di Pym, che descrive il pericoloso viaggio intrapreso dopo aver stretto amicizia con Augustus Barnard, figlio di un capitano. Dopo un ammutinamento e una tempesta, Augustus e Pim si trovano a guidare la nave, accompagnati da altri due ragazzi, Dirk Peters e Richard Parker.

Il romanzo, che si dice abbia in seguito ispirato Verne e Melville, racconta di come i sopravvissuti riescono a resistere per giorni, razionando il cibo e combattendo contro i deliri indotti dalla sete. Alla fine, poi, sono costretti a contemplare l'inimmaginabile: sacrificare uno di loro per permettere agli altri di continuare a vivere. Seguendo l'usanza dei marinai, tirano a sorte per decidere chi deve morire: alla fine, Parker perde e viene sacrificato.

Molti anni dopo, un certo Nigel Parker rivelò una storia terrificante. Un suo antenato, chiamato proprio Richard Parker, subì infatti proprio la stessa sorte che capitò all'omonimo personaggio del libro di Poe. Nel 1884, infatti, la nave Mignonette affondò e quattro membri dell'equipaggio sopravvissero. Prima di morire di fame, i naufraghi uccisero e mangiarono il più giovane tra loro: proprio il ragazzo di nome Richard Parker.

Illustrazione della morte di Augustus di Albert Sterner, 1895

Sappiamo, razionalmente, che si tratta solo di una spaventosa coincidenza, ma è comunque decisamente inquietante. Secondo la BBC, persiste una nostalgia umana nei confronti dei tempi antichi in cui i cantastorie erano anche oracoli. Poe sembra quasi aver avuto un dono, in questo. Ad esempio, nel 1840 pubblicò L'Uomo d'Affari, che parla di una persona sopravvissuta ad un trauma cranico subito durante l'infanzia, e dimostra diversi sintomi ossessivi e scoppi d'ira.

Soltanto otto anni dopo, l'operaio ferroviario Phineas Gage fu coinvolto in un incidente che gli spinse una sbarra di metallo attraverso il cranio. Gage sopravvisse, ma il danno ai lobi frontali portò in un drastico cambiamento nella sua personalità, molto simile a quello descritto da Poe. Il caso di Gage permise a medici e psicologi di farsi una prima idea del ruolo cruciale del lobo frontale nella cognizione sociale e nel comportamento sociale.

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