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Nel paradisiaco atollo di Pingelap, in Micronesia, i colori sono un lusso non concesso a tutti

C'è un'isola, nel Pacifico, in cui molti abitanti sono affetti da acromatopsia: sono in grado di percepire soltanto il nero e il bianco. La causa è un collo di bottiglia genetico verificatosi dopo che un tifone, nel 1775, lasciò in vita soltanto 20 abitanti dell'isola, uno dei quali dotato di una rara variante di un gene in grado di causare questa condizione. Se questi individui vedono male di giorno, e sono infastiditi dalla luce, hanno invece una visione molto più fine di notte.

Pubblicato il 03/11/2020
Fonte: Wikipedia inglese, CNN (link alla fonte principale)
L'atollo Pingelap è una minuscola isola della Micronesia, nel Sud Pacifico, anche conosciuta come L'Isola dei Senza Colore. Questo nome è stato inventato (l'originale era The Island of the Colorblind) dallo studioso Oliver Sacks, che nel 1996 pubblicò un libro che, oltre a parlare dell'isola, esplorava il funzionamento del cervello umano.
Pingelap ha stuzzicato l'interesse di Sacks, e di molti altri scienziati, perché laggiù si trova una circostanza genetica molto particolare.
Secondo una leggenda, tutto cominciò con un tifone del 1775. Forse fu quello o forse fu altro, ma a un certo punto a Pingelap si creò quello che viene detto un "collo di bottiglia" genetico, causato da una drastica quanto improvvisa riduzione della popolazione, che porta ad una riduzione della diversità genetica.
Uno dei sopravvissuti del tifone (si pensa fosse il sovrano Doahkaesa Mwanenihsed) portava nel proprio corredo genetico una rara variante recessiva di un gene che causa una forma estrema di acromatopsia. Il gene è stato passato alle successive generazioni, e oggi circa il 30% degli abitanti lo porta con sé. Non tutti sviluppano l'acromatopsia (essendo un allele recessivo). Il 10% della popolazione, però, di fatto non sa cosa sia un colore. Una percentuale così alta che il concetto di colore, a Pingelap, è sicuramente diverso rispetto al resto del mondo.

Sull'isola, la condizione è conosciuta come maskun, letteralmente "non vedere" in Pingelapese (una lingua parlata da 250 dei 380 abitanti dell'isola). L'acromatopsia è dovuta alla totale assenza di coni, i neuroni fotorecettori deputati maggiormente alla visione di colori e in condizione di luce, lasciando all'individuo soltanto i bastoncelli, i fotorecettori maggiormente deputati alla visione in condizione di scarsa illuminazione.

Si dice che un pescatore di Pingelap, se affetto da acromatopsia, faccia ad esempio molta difficoltà a vedere quando la luce solare è intensa. Di notte, però, basta pochissima luce per vedere: c'è un pescatore che sfrutta questa abilità per procurarsi cibo di notte.
La fotografa e ricercatrice Sanna De Wilde, che ha condotto un reportage sull'isola, ha affermato che il rosso era il colore che più comunemente veniva "visto" dagli abitanti di Pingelap. Il verde era invece uno dei colori meno riconoscibili, ma molti lo indicavano come il loro preferito. De Wilde ha attribuito questo fenomeno al loro amore per la vegetazione della giungla.
"Riconoscerli è facile". dice De Wilde. "Sbattono costantemente le palpebre"


Pingelap
Pingelap / Dominio Pubblico


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