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Le onde anomale: da leggenda da marinai a realtà scientifica

Una volta considerate una leggenda dei marinai, le onde anomale sono onde dalle dimensioni mostruose che possono formarsi con poco preavviso, anche in oceani tranquilli. Sono in grado di distruggere persino un transatlantico. I satelliti hanno registrato onde anomale alte fino a 30 metri. Possono colpire con una forza che arriva a 100 t/m2, mentre le navi moderne sono progettate per resistere, al massimo, a 15 t/m2 .

Pubblicato il 02/10/2019 alle 21:02
Fonte: Wikipedia inglese (link alla fonte principale)
Le onde anomale non sono solo onde insolitamente grandi, ma anche inaspettate. Si tratta di onde mostruose che appaiono all'improvviso e possono essere estremamente pericolose, persino per i transatlantici.
Le onde anomale sono molto rare, ma possono apparire senza alcun preavviso e per questo sono molto temute.
Basta pensare che le navi moderne sono progettate per tollerare un'onda di 15 t/m2, mentre queste onde possono arrivare a una potenza di 100 t/m2.

Da un punto di vista tecnico, le onde anomale sono definite come onde la cui altezza è oltre il doppio rispetto all'altezza significativa dell'onda, ovvero l'altezza media del terzo più grande di tutte le onde.
Le cause di questo fenomeno possono essere varie: forti venti o correnti marine possono far "fondere" le onde tra loro per crearne una eccezionalmente grossa.

Una delle prime testimonianze di onda anomala venne da Capitano Jules Dumont d'Urville, e risale al 1826. Egli sostenne di aver assistito a un'onda di 33 metri nell'oceano Indiano, e tre sui colleghi poterono confermare la testimonianza. Ai tempi si credeva che nessuna onda potesse superare i 9 metri. Il capitano venne deriso, ma ci fu chi lo sostenne, affermando che se fossero esistite onde così grosse, la mancanza di precedenti testimonianze non doveva stupire: chiunque le vedesse non poteva sopravvivere per raccontarlo.

Una grande prova dell'esistenza delle onde anomale venne quando venne registrata la cosiddetta onda Draupner. Il nome derivò dall'omonima struttura dell'impianto Statoil, nel mare a 160 km dalla Norvegia. La Statoil mise in sicurezza la piattaforma oceanica adottando moltissime precauzioni, e i suoi strumenti non smisero mai di registrare i vari movimenti.
Il primo gennaio del 1995 venne registrata un'onda anomala di 26 metri, e fu la prima volta che venne confermata l'esistenza del fenomeno.
L'esistenza delle onde anomale venne poi confermata da immagini satellitari, che hanno registrato onde di quasi 30 metri di altezza.

Un'onda che colpisce il NOAA Ship DELAWARE II

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