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Il primo tentativo di pluricellularità mai compiuto dall'evoluzione
Circa 2,1 miliardi di anni fa esistettero diversi organismi pluricellulari: presumibilmente fu una delle prime "incursioni" nella pluricellularità, resa possibile da un momento in cui i livelli di ossigeno nell’atmosfera erano aumentati. Erano organismi complessi, e arrivavano a dimensioni di 17 centimetri. Si estinsero quando i livelli di ossigeno calarono, senza lasciare discendenti.

2,1 miliardi di anni fa, nel Paleoproterozoico, si svilupparono i primi macroscopici organismi, conosciuti come Biota francovilliano (Francevillian biota, o Gabonionta). I fossili di questi organismi sono stati rinvenuti nel Gabon, in Africa, e sono considerati come le più antiche forme di vita multicellulare.
Questi organismi arrivavano a dimensioni di 17 centimetri. Avevano corpi a forma di disco appiattito. Così come descrissero El Albani e colleghi in una ricerca del 2014, questi esseri avevano differenti morfologie con tubi contorti e strutture simili a "fili di perle" che terminano in un "fiore". Erano organismi terrestri.
Questo biota si formò durante a cosiddetta "Catastrofe dell'ossigeno", un evento avvenuto circa 2450 milioni di anni fa. L'ossigeno nell'atmosfera terrestre aumentò notevolmente, portando all'estinzione di massa delle primitive forme di vite anaerobiche (che non avevano bisogno di ossigeno per vivere).
Quando l'evento terminò, i Biota francovilliani si estinsero. Oggi non lasciano dipendenti, ma rappresentano uno dei primi tentativi dell'evoluzione in direzione della pluricellularità. Secondo i ricercatori, gli organismi potrebbero essersi formati da colonie di batteri, che, comunicando l'un l'altra, sono stati in grado di formare strutture più complesse. Il genetista evoluzionista Iñaki Ruiz-Trillo, dell'Università di Barcellona, ricorda che i geni essenziali per la comunicazione tra celle esistevano già prima che le pluricellularità emergesse.

