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Daniel Everett, il missionario che è stato "deconvertito" dalla tribù amazzonica dei Pirahã

Negli anni '70, il missionario Daniel Everett si è recato da una tribù di indigeni d'Amazzonia per cercare di convertirli. Alla fine, però, sono stati loro a "deconvertirlo" all'ateismo.

Pubblicato il 28/10/2019
Quando Daniel Everett è andato a vivere tra la tribù amazzonica Pirahã, negli anni '70, la sua intenzione era quella di convertirli al cristianesimo. Ma non è andata come pensava. Invece, ha imparato il loro linguaggio unico al mondo, diventando una delle sole tre persone esterne a saperlo parlare. E alla fine ha rinunciato alla sua fede.

Oggi esistono circa 400 Pirahã nelle Amazzoni. Cacciano e raccolgono, vivendo nelle loro abitazioni semplici nella foresta pluviale brasiliana. I linguisti ritengono che il linguaggio dei Pirahã sia unico al mondo. Ha solo tre vocali e otto consonanti, ma è comunque decisamente complesso.
Il missionario Everett voleva imparare il loro linguaggio, tradurre la bibbia per poi convertire la tribù al cristianesimo. Ma invece, trent'anni di convivenza con i Pirahã hanno distrutto la sua fede in Dio, nonché il suo matrimonio e il rapporto con i suoi figli.
Da sempre appassionato di linguistica, Everett aveva incontrato la moglie al liceo, convertendosi a causa della sua influenza.
La prima visita di Everett in Amazzonia, negli anni '70, terminò in fretta perché la moglie e la figlia rischiarono di morire di malaria. Soltanto lui decise di tornare ogni anno, per almeno quattro mesi all'anno, per i successivi vent'anni. Il missionario strinse una profonda amicizia con la tribù e, dopo molte fatiche, imparò il linguaggio.
Uno dei momenti che cambiarono la sua vita fu quando venne a conoscenza delle teorie linguistiche di Noam Chomsky, padre dell'ipotesi della "grammatica universale". L'idea di Chomsky è che gli esseri umani possiedano, in modo innato, un "dispositivo", quasi un "organo" che permette di imparare e produrre il linguaggio in accordo a un limitato insieme di regole. La teoria di Chomsky è improntata all'universalismo, ma il missionario, studiandola e passando tanto tempo con i Pirahã, iniziò a mettere in discussione questo aspetto.
Nel 2005, Everett pubblicò un articolo scientifico sui Pirahã che mise in difficoltà la teoria della grammatica universale, sostenendo che uno dei suoi piloni (quello della ricorsività del linguaggio: la ricorsività è il fenomeno per cui una regola linguistica può essere applicata al risultato di una sua stessa precedente applicazione) non era riscontrabile nella lingua Pirahã.

Nel frattempo, ciò che è davvero notevole fu la "de-conversione" dell'uomo, che oggi afferma che "è sbagliato provare a convertire le società tribali. Quale dovrebbe essere la prova empirica della religione? Dovrebbe produrre persone forti, pacifiche e sicure che stanno bene con Dio e con il mondo. Non ne vedo molto spesso. Ma qua, invece, ne ho trovate. I Pirahã hanno tutte le qualità che ero venuto a provare ad insegnar loro."


Martin Schoeller

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