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Gaio Apuleio Diocle, l’atleta più pagato della storia

L’atleta più pagato della storia era un auriga romano chiamato Gaio Apuleio Diocle. Durante la sua carriera, guadagnò quello che gli studiosi ritengono essere l’equivalente di circa 15 miliardi di dollari odierni.

Pubblicato il 11/04/2019
Fonte: Wikipedia inglese (link alla fonte principale)
Ancora oggi c’è chi storce il naso a pensare a quanto guadagnano calciatori e atleti. Vengono idolatrati e visti come modelli, e anche invidiati per la vita che possono condurre rispetto al resto del popolo (e spesso senza averne grande merito).
Ma le cose vanno in questo modo da più tempo di quanto non si penserebbe. Gaio Apuleio Diocle, nato nel 104 a Lamecum (attuale Portogallo), guadagnò cifre che neppure un calciatore odierno può sognarsi.
Diocle era un auriga: iniziò a correre all’età di 18 anni nell’attuale Catalogna. Le prime vittorie lo incoraggiarono ad avventurarsi a Roma, dove riuscì ad entrare presto nelle “grandi leghe”.

I registri mostrano che, durante la sua carriera, corse 4257 gare a quattro cavalli, vincendone 1462 e salendo sul podio in altre 1438. Si tratta di uno degli atleti più documentati e famosi dell’Impero Romano.
Ma non era solo bravo: era un intrattenitore eccellente. Molte delle sue vittorie erano “all’ultimo momento”: superava la linea del traguardo galoppando oltre i concorrenti quando sembrava che ormai non ci fosse nulla da fare.
Gli spettatori lo amavano, e questo lo aiutò ad arricchirsi incredibilmente, visto che molte volte la sua comparsa era “l’evento” del giorno. Le sue vittorie gli fecero intascare oltre 35 milioni di sesterzi. Secondo lo storico Peter Struck, al tempo una tale cifra era sufficiente a nutrire l’intera città di Roma per un anno intera, o a finanziare l’esercito dell’Impero (in uno dei periodi di massima potenza) per un quinto di anno. Il professor Struck ritiene che, ad oggi, l’equivalente sarebbe quello di 15 miliardi di dollari.
Bisogna specificare, però, che è estremamente difficile stimare il valore dei sesterzi in valuta attuale. In molti farebbero stime molto più al ribasso (e quindi considererebbero 35 milioni di sesterzi come 50-100 milioni odierni).

Gaio Apuleio Diocle
Zemanta // Wikimedia // CC


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