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Tony Perkins, evangelico statunitense e leader di gruppi anti-LGBT, sosteneva che Dio utilizza i disastri naturali, come uragani e inondazioni, per punire gli omosessuali e i loro sostenitori. Nel 2016 la sua casa è stata distrutta da un'inondazione.

Pubblicato il 16/08/2019
In Italia le comunità LGBT subiscono ancora oggi il disprezzo, o quantomeno la diffidenza, da parte di alcuni ambienti cattolici (ma non solo). Molti sono pronti a discriminare altre persone raccogliendo le eredità ideologiche dei secoli scorsi. Si pensa che una parte della responsabilità sia della presenza della Chiesa sul nostro territorio.
In realtà, benché forse non aiuti, la lontananza dal Vaticano non garantisce atteggiamenti più tolleranti. In USA sono moltissimi i gruppi religiosi, di diverso tipo, che si oppongono fortemente ai diritti dei gruppi LGBT. Questi gruppi, come gli evangelici, discriminano e schifano gli altri esseri umani in base al loro orientamento sessuale.
Tony Perkins, politico conservatore e in passato eletto con i repubblicani come membro della Camera dei Rappresentanti della Louisiana, è a capo del Family Research Council, un gruppo che si oppone ai diritti LGBT (leggi anti-discriminazione, riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso e omogenitorialità), ma anche alla pornografia, all'aborto, al divorzio e alla ricerca sull'uso di cellule staminali.
Nel 2010 il Southern Poverty Law Center ha affermato che il gruppo di Tony Perkins "diffonde falsità sulla comunità LGBT, basate su ricerche discreditate e su scienza-spazzatura". Non sono grandi premesse per un dibattito politico che ha un impatto decisivo sulla vita e sul benessere psicologico di milioni di persone (le stime contano 9 milioni di persone omosessuali negli USA).

Gli evangelici hanno affermato, in passato, che inondazioni e uragani sono la punizione di Dio per il decadimento morale della nazione, ovvero "l'aborto e l'omosessualità". Un esempio di questa retorica si è visto dopo l'uragano Katrina del 2005. Tony Perkins e il suo gruppo l'hanno ripresa diverse volte negli anni successivi, e nel 2015 egli affermò che l'Uragano Joaquin sulle Bahamans era stato un "segno della furia divina" per l'aborto e la legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso.
L'anno successivo i media hanno commentato con un certo divertimento l'inondazione che ha distrutto la casa di Perkins.
John Paul Brammer, su The Guardian, ha ricordato quanto le parole di Perkins erano dolorose quando lui era un adolescente gay dell'Oklahoma. Brammer era solo, senza supporto di altre persone e senza quello della comunità. Si sentì costretto a nascondersi, per tanto tempo, proprio perché questo tipo di propaganda ricordava quanto i gay sono odiati, quanto poco vengono capiti.

Gli psicologi rilevano gli effetti del minority stress, un fenomeno che colpisce le minoranze che vengono marginalizzate dalla comunità e dallo Stato. Il minority stress porta a livelli elevati di ansia, con rischio di sviluppare attacchi di panico e sindromi depressive.

Un politico, prima di far certi discorsi, dovrebbe chiedersi una cosa: ne vale la pena?



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