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I deserti del mondo ricevono, in sei ore, più energia dal sole di quanta gli umani ne consumano in un anno

Pubblicato il 30/07/2018
Gerhard Knies, un fisico tedesco, è stata la prima persona a stimare quanta energia solare sarebbe richiesta per incontrare tutto il bisogno energetico degli esseri umani.
Era il 1986 ed era appena avvenuto il disastro nucleare di Chernobyl. Il professore, dopo alcuni calcoli, ha raggiunto una conclusione incredibile: in sole sei ore, i deserti del mondo ricevono più energia dal sole di quanta gli umani non ne consumino in un anno.
Basterebbe che solo una frazione di questa energia potesse venir convogliata. “Come specie siamo così stupidi” a non fare uso di questa risorsa. E nei due decenni successi ha lavorato per far arrivare questa sua riflessione all’opinione pubblica.
I suoi sforzi sono culminati in “Desertec”, un’iniziativa a guida tedesca che mira, entro il 2050, a fornire il 15% dell’energia Europea attraverso centrali solari nel deserto. L’energia verrebbe trasportata con cavi di trasmissione che disperderebbero soltanto il 3% di energia ogni 1000 km.
A questo progetto, che potrebbe mozzare la testa una volta per tutte alle “energie sporche”, non mancano le critiche. Ad esempio, il rischio di trasportare l’energia attraverso paesi con governi poco stabili come quelli Africani. Alcuni gruppi per i diritti umani hanno definito il progetto come “una forma di colonialismo del 21esimo secolo”.

Desertec è senza dubbio un progetto da tenere sott’occhio, perché in futuro potrebbe avere un ruolo molto importante.

pannelli solari nel deserto
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