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Quella volta in cui la Svizzera vaccinò le volpi contro la rabbia facendo piovere teste di pollo piene di vaccino

Negli anni '60, un'epidemia di rabbia colpì le volpi svizzere. Il governo voleva vaccinarle, ma somministrare i vaccini a mano si rivelò troppo difficile e costoso. Piuttosto, i veterinari vennero caricati su degli elicotteri e iniziarono a lanciare teste di pollo piene di vaccino nelle campagne, così che le volpi potessero mangiarle. Funzionò, e la rabbia venne sconfitta.

Pubblicato il 07/11/2021

Nel marzo del 1967, una terribile epidemia di rabbia investì la Svizzera, colpendo la popolazione di volpi selvatiche e costituendo un serio rischio anche per gli esseri umani. La rabbia è causata da un terribile virus che si trasmette con il morso degli animali, e si infiltra nel cervello.

A meno che le persone infette non si sottopongano immediatamente a un vaccino, molto costoso e doloroso, la malattia è quasi sempre fatale. Per fortuna, al momento la rabbia non sembra essere presente sul territorio italiano. Negli anni '60, tuttavia, la Svizzera aveva bisogno di prendere immediati provvedimenti. Quelli soliti (che riguardano principalmente l'abbattimento degli animali selvatici) si rivelarono però inefficaci. L'alternativa era vaccinare le volpi.

La vaccinazione degli animali selvatici era un concetto nuovo, introdotto inizialmente in America. All'inizio si cercò di catturare gli animali e di vaccinarli a mano, ma l'operazione si rivelò troppo laboriosa e costosa. Si rese necessaria l'ideazione di modalità del tutto nuove.

I ricercatori iniziarono a testare forme di vaccino che potevano essere assunte per via orale. In questo modo, sarebbe bastato inserire la pillola in esche edibili, che gli animali selvatici avrebbero potuto assumere spontaneamente. Dopo anni di sviluppo, nel 1971, fu approntato un nuovo vaccino per la rabbia che sfruttava un virus vivo ma indebolito, in grado di scatenare una risposta immunitaria nell'animale che lo avesse assunto, così da generare una protezione duratura e sicura.

Le autorità svizzere decisero di inserire il nuovo vaccino in teste di pollo da spargere per le campagne. Il 17 ottobre del 1978, venne effettuato un primo test sul campo. Ai tempi, l'epidemia imperversava con violenza sulle sponde del Lago di Ginevra. I veterinari disseminarono 4050 teste di pollo nella zona, ciascuna con una pillola di vaccino inserita sotto la pelle, e con un tracciante chimico che avrebbe permesso, in seguito, di verificare se le esche avevano funzionato.

Già poco tempo dopo, in effetti, fu confermato il grande successo dell'iniziativa, che venne a quel punto adottata in tutte le zone del paese. In alcune zone, le teste di pollo vennero addirittura fatte piovere sulle campagne da degli elicotteri. In quattro anni vennero disseminate circa 52.000 teste di pollo, e la rabbia sparì in breve tempo.

Una volpe
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