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Le schede SIM sono a tutti gli effetti dei mini-computer, con una CPU, un sistema operativo, una memoria RAM (solitamente di 8 kb) e uno spazio di archiviazione

Pubblicato il 25/05/2018 alle 21:04
Fonte: Wikipedia inglese, Fastweb, sicurezzaegiustizia.com (link alla fonte principale)
Le schede SIM sono state inventate nel 1991 e da allora hanno assunto un ruolo fondamentale nella nostra vita, permettendoci di ricevere e fare telefonate fuori casa, e in seguito di navigare sul web in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento.
SIM è l’acronimo di Subscriber Identification Module. La scheda SIM, che nel tempo è diventata sempre più piccola (proprio come i cellulari stessi) ha alcuni aspetti decisamente curiosi.
Possiede infatti un processore (CPU) e un sistema operativo, necessario per permetterle di compiere le proprie operazioni. Solitamente, il sistema operativo è scritto in Java.
Il modulo RAM (Random Access Memory) di una scheda SIM arriva a 8 KB, mentre quello di un computer odierno (2018) di alta gamma arriva a 16 GB (un milione di volte di più). La RAM permette di gestire i dati dei vari programmi in esecuzione.
Ovviamente, la scheda SIM dispone anche di uno spazio di archiviazione, dove possono essere inseriti, ad esempio, alcuni contatti della rubrica dell’utente o i suoi codici PIN e PUK.

Dentro la scheda SIM i file sono organizzati allo stesso modo di quelli di un computer, con un file system e con delle cartelle.

Due dei dati più importanti della scheda SIM sono l’ICCID e l’IMSI. Il primo è un codice internazionale che identifica la SIM, il secondo serve all’operatore per associare la SIM stessa al vostro numero di telefono.

Scheda SIM dorata


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