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Ecco cosa spinge un neonato a prendere il primo respiro

Sono diversi i fattori che portano i neonati a prendere il primo respiro. A quanto pare, le contrazioni del travaglio restringono i vasi sanguigni del cordone ombelicale e riducono l'arrivo di sangue ossigenato al bimbo. Questo aumenta i livelli di diossido di carbonio nel sangue, causando acidosi e stimolando i centri cerebrali della respirazione: questo porta il neonato a respirare.

Pubblicato il 25/11/2020
Fonte: lumenlearning Anatomy and Physiology II (link alla fonte principale)

Cosa porta un neonato a prendere il primo respiro? Come, di preciso, il corpo capisce che è arrivato il momento di procurarsi l'ossigeno da solo?

Non ci sono ancora risposte certe, ma sono state avanzate varie ipotesi. Il feto fa "pratica" di respiro inalando liquido amniotico nell'utero, ma laggiù non c'è aria e quindi non c'è reale possibilità di respirare. Ma non ce ne è neanche bisogno: la placenta fornisce al feto tutto il sangue ossigenato di cui ha bisogno.

Durante la gestazione, i polmoni del neonato collassano un po', e si riempiono di liquido amniotico, senza mostrare attività metabolica. Sono diversi i fattori che portano il piccolo a respirare per davvero, una volta nato. Le contrazioni del travaglio restringono i vasi sanguigni ombelicali e riducono l'arrivo di sangue ossigenato al feto. Questo aumenta il livello di diossido di carbonio nel sangue, che causa acidosi che a sua volta stimola i centri cerebrali relativi alla respirazione. Tra le altre cose, questo aiuta un neonato a prendere il primo respiro. I primi pianti e le prime grida del bambino consentono l'espansione degli alveoli e l'assorbimento del liquido polmonare fetale. Anche i cambiamenti di temperatura e altri stimoli sensoriali contribuiscono alla funzione respiratoria.



Neonato sbadiglia
Photo by Tim Bish on Unsplash
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