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Baba Anujka, la "nonna" serial killer che uccideva gli uomini con le "pozioni d'amore"

Ana di Pištonja, o Baba Anujka, fu una serial killer della Yugoslavia che commise tra i 50 e i 150 omicidi attraverso "pozioni d'amore" che vendeva a donne con problemi coniugali. Le donne davano ai mariti queste pozioni, che contenevano arsenico, e loro morivano 8 giorni dopo. Baba Anujka venne arrestata nel 1928 all'età di 90 anni, e rilasciata 8 anni dopo a causa dell'età avanzata.

Pubblicato il 27/09/2020
Fonte: Wikipedia inglese (link alla fonte principale)
Si chiamava Ana di Pištonja, anche se divenne famosa anche come Baba Anujka. Fu una delle serial killer più prolifiche della Yugoslavia.
Abitava ed operava a Vladimirovac (attualmente in Serbia). Nel corso della sua "carriera", tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX, avvelenò e uccise almeno 50 persone, ma non è escluso che le sue vittime arrivarono addirittura ad essere 150. Nel 1928, alla fine, venne arrestata all'età di 90 anni e condannata a 15 anni di prigione, ma fu rilasciata dopo 8 anni a causa dell'età estremamente avanzata.


Breve biografia di Ana di Pištonja, o Baba Anujka


Ci sono poche informazioni riguardo alle prime fasi della vita di Anujka. Alcuni fonti la vorrebbero nata in Romania nel 1838, e figlia di un ricco mercante di bestiame. Lei, tuttavia, affermava di essere nata due anni prima.
Frequentò la scuola privata per figli di famiglie ricche a Pančevo, e pare che perse ogni fiducia nell'umanità all'età di 20 anni, dopo essere stata sedotta da un giovane ufficiale dell'esercito austriaco, che le passò la sifilide e la abbandonò. Da allora ella si isolò e iniziò a mostrare interesse nella medicina e nella chimica. Imparò ben cinque lingue e si sposò in seguito con un proprietario terriero da cui prese il nome Pištonja. Ebbe 11 figli, soltanto uno dei quali arrivò all'età adulta. Suo marito, molto più anziano di lei, morì dopo 20 anni di matrimonio. Lei, rimasta sola, continuò con i suoi studi.

Baba Anujka


Le pozioni d'amore di Baba Anujka


Dopo la morte del marito, Baba Anujka realizzò un laboratorio in un'ala della casa. Si fece una reputazione come guaritrice, esperta d'erbe mediche. Era la fine del XIX secolo. Baba Anujka divenne famosa tra le mogli dei contadini, che cercavano un aiuto per problemi di salute. Iniziò a guadagnare bene e poté condurre una vita agiata.
Fabbricava pozioni che i soldati potevano prendere per ammalarsi quel che bastava per fuggire alla leva obbligatoria. Ma soprattutto vendeva la sua "acqua magica", o "pozioni d'amore". Non erano altro che misture velenose che vendeva soprattutto alle donne con problemi coniugali. Se queste ultime riuscivano a somministrarle ai mariti in qualche modo, questi morivano dopo otto giorni.
Le cosiddette pozioni d'amore della serial killer Baba Anujka contenevano arsenico in piccole quantità, e altre tossine derivate da varie piante difficili da individuare.
Quando una donna arrivava da lei e le parlava di un problema con il marito, Baba Anujka chiedeva alla cliente: "E quanto è pesante questo problema?". La domanda stava a significare: "Quanto è grosso, fisicamente, il marito?", per calcolare con precisione la dose necessaria.
Le vittime erano uomini, giovani e in salute. Le clienti, al processo, affermarono che non sapevano che la temibile "acqua magica" contenesse veleno, ma che credevano che Baba Anujka avesse dei poteri magici e che fosse in grado di uccidere con la magia (e a questo punto, tuttavia, ci chiediamo se fossero davvero convinte che questo fosse un attenuante).
Negli anni '20 Anujka poteva contare sull'aiuto di una donna chiamata Ljubina Milankov che trovava per lei potenziali clienti e li portava a casa della "strega".

L'arresto di Baba Anujka


Uno dei casi che permisero di smascherare la serial killer, dopo un numero di omicidi compreso tra 50 e 150, fu quello di Stana Momirov, già in precedenza cliente di Baba Anujka. Nel 1924 la polizia interrogò Stana perché per la seconda volta una persona molto vicina a lei morì in circostanze sospette (il primo era stato il primo marito, poi lo zio del secondo marito). La donna fece il nome di Anujka.
Nel 1926, intanto, Anujka vendetta la sua acqua magica a un tale Sima Momirov, e a sua moglie Sofija, intenzionati ad uccidere l'anziano padre di lui, 70enne alcolista e violento nei confronti di figli e nipoti. Sofija aveva sentito parlare di Baba Anujka da un'altra donna chiamata Danica Stojić.
Sofija, dopo essersi procurata la pozione, la diede alla figlia Olga Sturza, ordinandole di assicurarsi che il nonno la bevesse. 15 giorni dopo il vecchio era morto.
Il 15 maggio del 1928 Baba Anujka venne arrestata insieme alla sua aiutante la sua aiutante Ljubina Milankov, alla donna che la aveva accusata, Stana Momirov, a Sofija e Sima Momirov e la figlia Olga, e a Danica Stojić.
Le autorità esumarono i corpi delle vittime e li fecero esaminare all'Università di Belgrado.
Venne chiesta la pena di morte per tutti gli imputati tranne Olga Sturza, che era minorenne. Sofija e Sima Morimov sostennero che non sapevano che la mistura della "strega" contenesse veleno. Anche loro credevano che Anujka avesse poteri soprannaturali (e di nuovo ci chiediamo: ma se il risultato era lo stesso, cosa cambiava?). Stana affermò che pensava che la pozione fosse curativa.
Anujka negò ogni responsabilità, e negò anche di aver venduto l'acqua magica. Disse che era tutta opera della sua aiutate Ljubina Milankov, che la stava accusando per farla franca.
Alla fine, Anujka venne condannata a 15 anni come complice dei due omicidi.
Stana e Sofija Momirov ricevettero l'ergastolo come principali esecutori del crimine. Olga Sturza, insieme a Danica, vennero prosciolte.
Baba Anujka venne rilasciata all'età di 98 anni, dopo aver passato 8 anni in prigione. Estremamente anziana, morì due anni dopo, dopo il 100esimo compleanno.

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