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Il 96enne di Taiwan che ha salvato il suo villaggio dalla demolizione riempiendolo di dipinti colorati

A Taiwan, un 96enne ha salvato il suo villaggio dalla demolizione dipingendo ogni superficie di esso con immagini colorate e fantasiose. La sua opera ha attirato talmente tanti turisti che è stato deciso che il villaggio deve essere preservato.

Pubblicato il 19/05/2019 alle 20:18
Oggi è conosciuto come Rainbow Village (“Villaggio Arcobaleno”). Entrarci significa immergersi in un mondo che sembra quello di un cartone animato, popolato da figure astratte, animali in stile surrealista e colori vivaci.
Tutto merito dell’ultimo abitante del villaggio, Huang, chiamato affettuosamente “Nonno Arcobaleno”. Osservando il panorama di forme e colori prodotte da quest’uomo, si potrebbe pensare che sia il lavoro di una vita, ma in realtà ha iniziato soltanto 10 anni fa, quando aveva 86 anni.

Dieci anni fa, infatti, il suo villaggio era destinato alla demolizione. Huang non intendeva abbandonarlo, perché quel posto era da sempre stato la sua unica casa. Ed è per questo che l’uomo prese in mano il pennello.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Huang era tra le truppe che combattevano contro il governo comunista di Mao Zedong. Il Partito Nazionalista venne però sconfitto, e Zedong creò la Repubblica Popolare Cinese (quella che oggi molti chiamano “Cina”), mentre le truppe nazionaliste seguirono il leader in fuga a Taiwan.

I rifugiati militari, con le loro famiglie, vennero disposti in villaggi “militari” distribuiti per tutta l’isola. Furono abitazioni costruite in fretta e furia, e in teoria dovevano servire come casa temporanea, finché i Nazionalisti non fossero riusciti a riconquistare la Cina. Ma questo non successe mai e questi insediamenti temporanei divennero permanenti.

Nel 1978 Huang andò in pensione dall’esercito, con una medaglia d’oro per aver “Difeso Taiwan”. Si stabilì così in maniera definitiva nel villaggio dove aveva avuto casa per 40 anni.
I villaggi costruiti per i militari, e le abitazioni al loro interno, vennero abbandonati progressivamente, mentre continuavano a deteriorarsi sempre di più. Tra gli anni ’80 e gli anni ’90 il governo ne abbatté moltissimi, edificando alti condomini. Oggi rimangono solo 30 degli 879 insediamenti.

Huang racconta che, all’inizio, il villaggio contava 1200 famiglie: tutti si conoscevano e passavano tempo insieme. Ma poi si sono tutti trasferiti o sono passati a miglior vita.
Solo e senza famiglia, si è trovato da solo e senza un posto dove andare. Ultimo residente del villaggio, ricevette dal governo una lettera che chiedeva di liberare la sua abitazione. L’unica cosa che poté fare fu riprendere una sua vecchissima passione: impugnò il pennello e si mise a dipingere. Dipinse tantissimo, prima nel suo bungalow e poi, quando non c’era più spazio, anche sui muri degli altri edifici.
Nel 2010, una notte, uno studente della vicina università di Ling Tung si imbatté nell’artista e venne così a conoscenza della sua solitaria e silente battaglia per tenere lontani i bulldozer del governo.
Dopo aver preso qualche foto, lo studente avviò una raccolta fondi per comprare più pittura possibile per Huang, e poi lanciò una petizione per protestare contro la demolizione.

Presto, divenne una questione di interesse nazionale, che attirò l’attenzione e la compassione di tutta la società. Il sindaco della città intorno a cui satellita il villaggio di Huang ricevette 80.000 email dei cittadini, che chiedevano di preservare l’insediamento. E funzionò: la demolizione venne annullata, e l’area dichiarata parco pubblico.
Ancora oggi, Huang si sveglia ben prima dell’alba per continuare a dipingere, anche a 96 anni. “Mi tiene in salute: aggiungere un po’ di colore trasforma qualcosa di vecchio in qualcosa di bello” ha detto l’artista alla BBC.
L’arte di Huang si ispira ai ricordi di infanzia e alla sua immaginazione. L’uomo viene paragonato a Joan Mirò e al regista Hayao Miyazaki. Dipinge quello che sente e quello che ricorda.
La sua opera ha attirato tantissimi visitatori: oltre un milione di persone hanno voluto testimoniare le figure e i colori del soldato diventato pittore. E non è più solo: nel 2013 ha trovato l’amore in ospedale, dopo essere stato ricoverato per una polmonite. “Nonna Arcobaleno” ora vive con lui nel bungalow, raddoppiando così la popolazione del Villaggio Arcobaleno.

Rainbow Village di TaiwanRainbow Village di TaiwanRainbow Village di TaiwanRainbow Village di TaiwanRainbow Village di Taiwan
8 Kome // Flickr
Rainbow Village di Taiwan
Buddy8D // Flickr



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