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Questi scienziati russi hanno chiesto aiuto perché le aquile che stavano studiando avevano speso troppo in roaming dati

Alcuni scienziati russi si sono dovuti affidare al crowdfunding per tracciare le rotte delle aquile delle steppe. Questo perché avevano finito i soldi a causa del fatto che alcuni uccelli erano arrivati così lontano da far spendere grosse cifre per il roaming dati delle trasmittenti. Partendo da Russia e Kazakhstan, gli uccelli sono arrivati fino in Iran e in Pakistan.

Pubblicato il 15/03/2020 alle 20:53
L'anno scorso alcuni scienziati russi stavano tracciato le rotte di volo delle aquile delle steppe. Ma alcuni di questi maestosi uccelli, partiti da Russia e Kazakhstan, sono arrivati fino in Iran e Pakistan, facendo scattare le tariffe in roaming per la trasmissione dati delle trasmittenti. E gli studiosi si sono ritrovati improvvisamente senza soldi, e costretti ad avviare una campagna di crowdfunding sui social media per pagare le bollette alla compagnia telefonica.
Per fortuna, dopo essere venuti a conoscenza del problema, l'operatore mobile russo Megafon si è offerto di cancellare il debito, mettendo il progetto in un regime tariffario speciale agevolato.

Aquila delle steppe

Tra le aquile, fu una di loro, chiamata Min, ad essere particolarmente costosa, arrivata fino in Iran dal Kazakhstan. I ricercatori russi erano volontari al Centro di Riabilitazione della Fauna Selvatica di Novosibirsk, ed è per questo che hanno dovuto avviare la raccolta fondi, a cui hanno dato il nome "ricarica il cellulare dell'aquila".
I messaggi in SMS, che avevano fatto scattare il roaming, erano necessari per consegnare ai ricercatori le coordinate degli uccelli, permettendo poi loro di usare il satellite per capire se avevano raggiunto luoghi sicuri. Un pericolo per le aquile delle steppe, specie a rischio di estinzione, può essere costituito dalle linee elettriche.
L'offerta dell'operatore Megafon permetterà al team di continuare a monitorare le aquile senza preoccuparsi del prezzo.


RRRCN

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