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I bambini di alcune tribù tailandesi hanno una visione subacquea così perfetta da essere paragonabile a quella di un delfino

I bambini Moken, una tribù tailandese che vive a stretto contatto col mare, hanno una visione subacquea così perfetta da essere paragonabile a quella di un delfino. Alcune ricerche hanno dimostrato che, con un lungo allenamento, qualsiasi bambino può arrivare a questo risultato.

Pubblicato il 25/05/2017
Sulle coste occidentali della Tailandia vivono piccole tribù di persone chiamate Moken, conosciute anche come i "nomadi del mare".
Le loro vite sono condotte infatti a stretto contatto col mare, e i loro bambini passano moltissimo tempo in acqua, cercando di pescare del cibo. Questi bambini sono estremamente adatti per questo lavoro, visto che possono vedere sott'acqua con una chiarezza impressionante.
Nel 1999, Anna Gislen, una ricercatrice svedese interessata alla visione umana, ha deciso di partire per la Tailandia e si è inserita in una tribù di Moken (che vivono principalmente su case sul mare su palizzate).

Quando sopraggiungeva l'alta marea, i bambini Moken si gettavano in acqua in cerca di pesci.
"Avevano gli occhi spalancanti e pescavano senza problemi" ha riferito Gislen.
La ricercatrice ha effettuato un esperimento per quantificare meglio l'abilità dei bambini (con un compito molto simile a quello che effettua un oculista durante una visita).
Scoprì che i bambini Moken potevano vedere in media due volte meglio dei bambini Europei.

Bimba moken
Andrey lazy // Wikimedia


Ma perché i bimbi Moken possono vedere così bene?
La ricercatrice ha ipotizzato che i bambini avessero imparato a usare i loro occhi in modo differente sott'acqua. In particolare, ha scoperto che in qualche modo i bambini Moken stringono le pupille al massimo livello possibile per un essere umano. Inoltre, riescono anche a cambiare forma della lente (accomodazione), in un modo simile a quello delle foche e dei delfini.

"Quando si va sott'acqua, di solito è tutto così sfocato che l'occhio neanche prova ad accomodarsi: non è un normale riflesso" spiega la Gislen. "Ma i bambini Moken sono capaci di farlo".
In una serie di esperimenti successivi, la Gislen ha scoperto che non si tratta di un'anomalia genetica. Infatti, tutti i bambini europei, con un allenamento sufficiente, possono arrivare a un risultato simile a quello dei piccoli Moken.

L'abilità dei bambini Moken viene persa dagli adulti. Infatti l'occhio degli adulti perde la flessibilità necessaria.


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