Animali
Persone
Celebrità
Tecnologia
Scienze
Società
Storia
Cibo
Mondo
Piante
Serie tv e Cinema
Fatti di Cronaca Divertenti o Insoliti
Videogiochi
Seguici sui social
Un progetto di
WORLD OPEN NEWS

Le cellule tumorali di Henrietta Lacks, morta nel 1951, sono vive ancora oggi

Henrietta Lacks morì nel 1951, a causa di un tumore all'utero. Le sue cellule tumorali, prelevate con una biopsia, sono ancora vive e si riproducono ancora oggi. Le cellule sono "immortali" e sono state usate per studiare il vaccino per la poliomielite, per la ricerca contro l'AIDS e per valutare l'effetto di radiazioni e di sostanze tossiche.

Pubblicato il 16/12/2019
Fonte: Wikipedia inglese (link alla fonte principale)
Henrietta Lacks fu una donna afro-americana che morì il 4 ottobre del 1951, a Baltimora, a soli 31 anni, a causa di un tumore alla cervice uterina.
Il suo caso divenne estremamente famoso perché le sue cellule tumorali diedero il via alla linea cellulare HeLa, la prima linea cellulare umana immortalizzata, capace cioè di riprodursi senza particolari limiti.
Le cellule di Henrietta Lacks sono, anche diversi decenni dopo la sua morte, una fonte di dati di eccezionale valore per la ricerca medica.
Queste cellule, che continuano a riprodursi oggi, vennero prelevate con una biopsia effettuata sul tumore della donna, durante il trattamento all'ospedale Johns Hopkins di Baltimora. Le cellule, senza che la paziente ne fosse a conoscenza, vennero coltivate da George Otto Gey, che creò la linea HeLa.
Ai tempi era pratica comune non chiedere il consenso al paziente, e soltanto negli 1975 la famiglia venne a conoscenza del fatto che le cellule di Henrietta erano ancora vive e utilizzate per la ricerca.

Henrietta Lacks
(no infos on the author available) // Wikimedia // Fair use


Le cellule immortalizzate



Il biologo George Otto Gey scoprì che le cellule di Henrietta Lacks restavano in vita con molta facilità, a differenza di molte altre, che sopravvivevano solo per pochi giorni. Fino a quel momento, gli scienziati impiegavano più tempo a cercare di mantenere in vita le cellule che a effettuare effettive ricerche su queste ultime.
Ma le cellule del tumore della Lacks, soprannominate HeLa (dalle prime due lettere del nome e del cognome della paziente), si comportavano diversamente. Erano naturalmente "immortali", nel senso che non erano affette dalla senescenza cellulare (ovvero, il fatto che le cellule muoiono dopo un certo numero di divisioni).
Nel 1952 le cellule HeLa vennero utilizzate, ad esempio, per far crescere il virus della poliomielite e per permettere dunque di sviluppare e testare un vaccino. In seguito gli scienziati le hanno utilizzate per studiare varie malattie (tra cui l'AIDS), ma anche gli effetti di sostanze tossiche sugli organismi, e di radiazioni, cosmetici, colle e molti altri prodotti.

Una targa in ricordo di Henrietta Lacks

Le caratteristiche delle cellule HeLa



La linea cellulare HeLa ha alcune caratteristiche fondamentali. Le cellule crescono in modo abnormemente rapido, anche rispetto alle altre cellule tumorali. Un'alterazione dell'enzima telomerasi previene l'accorciamento dei telomeri durante la divisione cellulare. Questo accorciamento è implicato nell'invecchiamento e nella morte delle cellule, e l'alterazione permette alle HeLa di ignorare il limite di Hayflick, che stabilisce il numero di divisioni cellulari dopo il quale molte cellule diventano senescenti.

Un'altra importante caratteristica delle cellule HeLa è il diverso numero di cromosomi, dovuto a una mutazione orizzontale indotta dal papillomavirus 18, responsabile del tumore della paziente.
Si ritiene che le cellule HeLa siano "ipertriploidi", e hanno tra i 76 e gli 80 cromosomi totali (rispetto al normale numero diploide di 46 cromosomi).
Il biologo statunitense Leigh Van Valen ritiene che HeLa sia un esempio di creazione di nuova specie, e l'ha chiamata Helacyton gartleri. Tra le argomentazioni a favore della sua proposta c'è la differenza del loro genoma rispetto a quello umano, ma anche la capacità straordinaria di propagarsi e resistere.

Immagine di cellule di HeLa al microscopio a fluorescenza. Immunofluorescenza del citoscheletro: in rosso filamenti di actina, in verde microtubuli.
Non perderti neanche un articolo, seguici su Facebook!