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L'unica coppia sposata ad essere mai stata nello spazio

Nel 1992, gli astronauti Jan Davis e Mark Lee dovevano volare insieme verso la Stazione Spaziale Internazionale. A insaputa della NASA e di tutti, però, essi si erano segretamente sposati nove mesi prima del volo. Quando era ormai troppo tardi per sostituirli, i due hanno messo la NASA al corrente del loro matrimonio, e ad oggi rimangono l'unica coppia sposata ad essere volata insieme nello spazio.

Pubblicato il 14/12/2020
Fonte: fivethirtyeight.com (link alla fonte principale)

Era il gennaio del 1991. Una coppia molto speciale si era appena sposata. Vicini ai 40 anni, astronauti, Mark Lee e Jan Davis fecero di tutto per tenere il loro matrimonio nel segreto. La NASA non doveva assolutamente scoprirlo, o almeno per un bel po' di tempo, ma questo aggiungeva soltanto un po' di romanticismo alla cosa.

Mark Lee e Jan Davis si erano incontrati durante l'addestramento per una missione con uno space shuttle. Dopo essersi innamorati e aver suggellato il matrimonio, essi sapevano che la NASA avrebbe applicato una sorta di legge non scritta: non mandare una coppia sposata nello spazio insieme. Ma fino alla fine i due riuscirono a tenere tutto nel silenzio: nel settembre 1992, quando era troppo tardi per sostituirli, i due confessarono e poi partirono subito per lo spazio. Così, essi furono la prima coppia sposata a volare nello spazio, e quasi sicuramente l'ultima visto che la legge non scritta divenne, dopo questo episodio, una regola ben definita.

Per Mark Lee e Jan Davis fu una vera e propria "luna di miele". Tra l'altro, ci si è chiesti a lungo se i due abbiano mai consumato il matrimonio, nello spazio. La NASA afferma che nessun umano ha mai avuto rapporti sessuali nello spazio. Ma è normale farsi questa domanda. Inoltre, molti aspetti del sesso nello spazio sono oggi ancora oscuri. Non c'è alcun dubbio che siano da investigare, perché il futuro dell'umanità avrà luogo, presumibilmente almeno in parte, fuori dal nostro pianeta. Stiamo già immaginando come saranno gli insediamenti umani su Marte, ma ancora non sappiamo come funziona la procreazione in ambienti diversi da quello terrestre.

Non si parla soltanto dell'atto sessuale in sé, che in assenza di gravità potrebbe certamente essere più difficile, ma soprattutto perché non conosciamo ancora con precisione le reazioni del corpo nello spazio: ci sono, ad esempio, livelli differenti di radiazioni. Particelle subatomiche, di cui lo spazio è pieno, che possono interferire con il DNA e portare ad alterazioni genetiche che possono essere facilmente trasmesse ai figli.

Poi c'è la questione della microgravità. Sembra che le nostre funzioni biologiche siano alterate dalle diverse condizioni di gravità dello spazio. Il corpo si indebolisce quando non deve sostenere il proprio peso ogni giorno. E pare che ci siano differenza anche nella produzione e nel comportamento degli spermatozoi. Il risultato potrebbe essere una alterazione dello sviluppo fetale, soprattutto a livello del sistema vestibolare, che è quello che ci aiuta a tenerci in equilibrio.

Jan Davis e Mark Lee
NASA
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