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Bob il cane delle ferrovie, che nel XIX secolo visse a bordo dei treni australiani
Alla fine del XIX secolo, in Australia, c'era un cane chiamato Bob che amava viaggiare sui treni della South Australian Railways. Viaggiò per migliaia di kilometri, seduto al caldino sul vagone del carbone o accanto al macchinista. Non aveva padroni, ma gli ingegneri e gli impiegati delle ferrovie lo amavano e si prendevano cura di lui. Aveva un collare con scritto "Non fermarmi, lasciami procedere, perché sono Bob, il cane dei conducenti".

È ricordato come "Bob the Railway Dog" (Bob il cane delle ferrovie), e nella seconda parte del XIX secolo era conosciutissimo tra gli addetti delle ferrovie australiane della South Australian Railways.
La sua storia iniziò quando venne catturato ad Adelaide, dove era, si crede, un randagio, e venne messo su un treno e spedito verso nord per catturare conigli, durante la cosiddetta "peste dei conigli".
Quando il treno si fermò a Terowie, però, il capostazione William Ferry si invaghì di lui e se ne appropriò, portandolo a Petersburg (oggi conosciuta come Peterborough), dove lavorava.
Bob iniziò ad andare a lavorare con William alla stazione, e si abituò a stare sui treni. Da allora, non vi scese più. Viaggiò per South Australia, Victoria e New South Wales.
Gli piaceva sedersi sul vagone del carbone, o spremersi davanti alla postazione del guidatore, dove poteva godere di un bel caldino. Iniziò a salire sui treni di sua spontanea volontà: non aveva padroni, ma gli addetti delle ferrovie si prendevano cura di lui.
Le sue foto alla "guida" dei treni facevano grande scalpore e venivano spesso riportate sui giornali. Gli uomini delle ferrovie gli avevano fatto un collare con un'incisione: "Non fermarmi, lasciami procedere, perché sono Bob, il cane dei conducenti".


