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La "Porta dell'inferno" in Turkmenistan

Nel 1971 in Turkmenistan è stato dato fuoco a una buca piena di gas naturale. Si pensava che il fuoco esaurisse il gas in pochi giorni, e invece brucia ancora oggi: la voragine è ora conosciuta come "Porta dell'inferno"

Pubblicato il 23/03/2017

In Turkmenistan, nel deserto del Karakum, c'è un cratere che è stato aperto per sbaglio nel 1971, durante un'estrazione di petrolio. La piattaforma petrolifera ha infatti fatto cedere il terreno, causando l'apertura di un buco da cui è cominciato ad uscire del gas naturale. Visto che la fuoriuscita di gas metteva a rischio l'ambiente circostante, la voragine è stata incendiata.

Il fuoco avrebbe dovuto consumare il gas della voragine, e ci si aspettava che si esaurisse dopo qualche ora. Invece, ancora oggi la voragine è infuocata, tanto che è stata chiamata la "Porta dell'Inferno".

Trovandosi nel deserto, nei dintorni per fortuna non abita quasi nessuno: non sono chiari i danni che il gas può creare all'ambiente circostante. I locali sono comunque molto affascinati dal fenomeno, considerandolo qualcosa di sovrannaturale. La voragine infuocata attira anche molti turisti. Il fuoco è perpetuo: pertanto il bagliore della porta dell'inferno è visibile da lontano di notte.

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