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Le zebre e gli struzzi si aiutano a vicenda ad individuare i predatori

Le zebre e gli struzzi passano molto tempo insieme. Gli struzzi hanno una vista ottima, ma un udito meno buono e un olfatto scarso. Le zebre hanno una pessima vista, ma udito e olfatto sviluppati. Combinando le loro capacità, i predatori possono essere visti a distanza, uditi e annusati.

Pubblicato il 08/03/2020 alle 20:37
Fonte: sabisabi.com, Cosmos (link alla fonte principale)
Le frequentazioni tra specie differenti, per gli animali selvaggi delle pianure africane, non sono affatto rare.
Per molti erbivori questo è un grande vantaggio in termini di sopravvivenza: stando vicino ad altre specie, quando i predatori sono nelle vicinanze, vengono più facilmente informati del pericolo.
Tra gli altri, Jakob Bro-Jørgensen, dell'Università di Liverpool, ha elaborato un modello, pubblicato su Ecology Letters, per esplorare i vantaggi di questi pattern di attrazione sociale tra specie diverse.
Pare che sia proprio la diversificazione delle fonti di informazione a spingere questi raggruppamenti. In particolare, gli animali più vulnerabili ai predatori si mischiano con quelli che vengono predati dai loro stessi animali, evitando allo stesso tempo quelli con diete troppo simili alla loro.

Un esempio è fornito da struzzi e zebre, spesso a rischio di essere preda di specie più veloci. Per avere una maggiore protezione, passano molto tempo insieme: gli struzzi hanno una vista acutissima, un udito relativamente buono ma un olfatto scarso. Le zebre, d'altro canto, hanno un ottimo udito e possono sentire l'odore dei predatori da lontano, mentre la loro vista lascia molto a desiderare. Insieme, zebre e struzzi sono ben equipaggiati per individuare il pericolo.


Zebra e struzzoZebra e struzzo
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