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Shavarsh Karapetyan, il campione di nuoto pinnato diventato eroe per aver salvato 20 persone da un filobus che affondava

Shavarsh Karapetyan, campione di nuoto pinnato, vinse 17 titoli mondiali ma si distinse soprattutto per aver salvato le vite di 20 persone nel 1976. Mentre faceva jogging intorno al lago Yerevan, sentì uno schianto e vide un filobus che, andato fuori strada, stava affondando. Nuotò fino a lì, ruppe il finestrino posteriore con le gambe e portò molti passeggeri in salvo. Sviluppò una polmonite e passò 45 giorni in ospedale. Questo pose fine alla sua carriera sportiva ma non a quella da eroe: nel 1985 subì gravi ustioni salvando delle persone da un edificio in fiamme.

Pubblicato il 16/03/2021
Fonte: Rbth.com, Wikipedia inglese (link alla fonte principale)

Nato nella repubblica sovietica dell'Armania nel 1953, Shavarsh Karapetyan è stato uno dei più grandi campioni mondiali di nuoto pinnato. Iniziò a distinguersi in questo sport nel 1972, ai campionati europei che si tennero a Mosca, durante i quali vinse due medaglie d'oro.

Entro i suoi 23 anni, Shavarsh Karapetyan era diventato campione del mondo 17 volte e 13 volte campione europeo, battendo 10 volte i record mondiali nel nuoto pinnato.

Shavarsh Karapetyan Shavarsh Karapetyan non è però ricordato soltanto per le sue incredibili prestazioni sportive, ma anche (e forse ancora di più) per i suoi atti di eroismo. Il 16 settembre 1976 Shavarsh e suo fratello Kamo erano andati a fare jogging insieme al loro coach intorno al lago Yerevan. Proprio mentre il trio era nelle vicinanze, ci fu un forte schianto e un filobus che viaggiava lungo la costa andò fuori strada. Pochi secondi dopo il mezzo si stave ancorando sul fondale sabbioso del lago, immergendosi nell'acqua gelida.

A bordo c'erano ben 92 persone, tra cui un passeggero che aveva cercato di costringere il guidatore a fare una fermata non prevista, causando il tragico incidente dopo una rissa. Il bus sprofondò di 10 metri e le persone al suo interno cercarono invano di rompere i vetri per fuggire.

Shavarsh si buttò in acqua immediatamente e iniziò a tirare le persone fuori dal bus, chiedendo a suo fratello e al coach di portarle a riva. Il nuotatore andò sott'acqua e ruppe un vetro a calci. Nonostante le sue gambe sanguinanti e l'acqua gelida, Shavarsh non si fermò neanche per un attimo ed entrò nel bus almeno 30 volte.

Il nuotatore-eroe riuscì a tirar fuori 46 persone, ma purtroppo soltanto 20 sopravvissero. I soccorritori giunti sulla scena dissero a Karapetyan di smettere di immergersi, visto che non c'era più possibilità che altri passeggeri fossero vivi. A quel punto il ragazzo stava anche iniziando a perdere conoscenza e lucidità, a causa della ripetuta privazione di ossigeno a cui si era sottoposto. Arrivò a scambiare un sedile per una persona, e a cercare di portarlo in salvo… per poi sentirsi in colpa per non essere riuscito a salvare una vita in più.

La sua carriera sportiva, purtroppo, terminò quel giorno. Lo stress a cui fu sottoposto il suo corpo fu enorme. Shavarsh Karapetyan venne portato in terapia intensiva e rimase in ospedale per 45 giorni. Aveva perso moltissimo sangue e sviluppò anche una polmonite.

Tuttavia, l'episodio sul lago Yerevan non fu l'ultimo atto eroico del nuotatore. Nove anni dopo, infatti, Karapetyan si ritrovò davanti ad un incendio: il famoso complesso per lo Sport e i Concerti di Yerevan aveva preso fuoco. L'uomo, anche questa volta, non esitò ad aiutare, dando una mano a spegnere le fiamme e a portare le persone in salvo. Anche stavolta, per il corpo fu un bel colpo: ebbe gravi ustioni e fu ricoverato di nuovo.

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