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Sarpa salpa, il pesce allucinogeno dagli effetti simili a quelli dell'LSD

Sarpa salpa è un pesce che, quando ingerito, può causare forti allucinazioni che durano fino a 36 ore. Si dice che ai tempi dell'Impero Romano venisse utilizzato per sballarsi alle feste.

Pubblicato il 30/12/2020

Gli antichi Romani vivevano in grande armonia con la natura. Dipendevano dalla loro terra per sopravvivere, e perfino i bambini, all'epoca dell'Impero Romano, sapevano identificare le piante e gli animali più utili, ed erano consapevoli dei tanti di cui potevano farsene.

I Romani usavano piante e animali non solo per nutrirsi, ma anche per truccarsi, per tingere i vestiti e per medicarsi. Ma non solo: conoscevano anche le specie più utili per sballarsi. Un esempio è la salpa (Sarpa salpa), che, a quanto si dice, veniva utilizzata a scopo ricreativo durante le feste.



Sarpa salpa

Riconoscibile grazie alle strisce dorate sui fianchi, il pesce abita le zone temperate e tropicali, dalle coste Atlantiche dell'Africa al Mar Mediterraneo. L'effetto allucinogeno della salpa è abbastanza spaventoso. In Arabo è conosciuta come "il pesce che causa i sogni". Ne facevano uso anche i polinesiani, per motivi cerimoniali. Oggi, chi ingerisce una parte allucinogena di questo pesce può vivere esperienza abbastanza terrificanti, soprattutto se non sa cosa lo aspetta.

Sarpa salpa

Nel 1994 un 40enne, dopo aver mangiato una salpa in vacanza sulla riviera Francese, esperì diversi sintomi fisici per poi cominciare ad allucinare una serie di inquietanti animali urlanti. L'uomo corse all'ospedale e si riprese del tutto dopo 36 ore.

Queste allucinazioni, sia visive sia uditive, caratterizzano un fenomeno detto ichthyoallyeinotoxism, ovvero un raro avvelenamento in seguito all'ingestione di certe tipologie di pesci. Catherine Jadot, biologa marina della Reef Ball Foundation, afferma che questo avvelenamento può agire in maniera simile all'LSD.

Non è però chiaro cosa, di preciso, renda la salpa in grado di generare questi effetti. Uno studio pubblicato nel 2012 sulla rivista In Vitro Cellular and Developmental Biology suggeriva che può essere dovuto al fatto che il pesce consuma un plancton che cresce su un'alga chiamata Posidonia oceanica. Pare che l'ingestione di questo plancton sia correlato ai livelli di tossicità riscontrati negli organi del pesce.

Posidonia oceanica

Non è neanche ben chiaro quali siano le parti del pesce più tossiche. Sembra che la testa possa contenere più di frequente elementi allucinogeni, mentre gli altri organi no.

Sarpa salpa
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