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Quali sono le rappresentazioni più realistiche della psicopatia nei film

Un gruppo indipendente di psicologi e psichiatri ha deciso di classificare le numerose rappresentazioni degli psicopatici nei film. Dopo aver guardato oltre 400 film, hanno determinato che la performance di Javier Bardem nei panni di Anton Chigurh in "Non è un Paese per Vecchi" è in assoluto la rappresentazione più realistica di uno psicopatico. Lo studio è stato in seguito pubblicato sul Journal of Forensic Sciences nel 2013.

Pubblicato il 29/12/2021

Ricordatevelo: i veri psicopatici non ridacchiano. La risata maniacale è una trovata dei film, impressionistica e scenografica, ma poco verosimile. Se cercate una accurata rappresentazione di uno psicopatico in un film, dovete rivolgervi a "Non è un Paese per Vecchi": Anton Chigurh, interpretato da Javier Bardem, si limita ad avvicinarsi alla vittima, calmo, e in due secondi porta a termine la sua opera.

Questa è quantomeno l'opinione dello psichiatra forense Samuel Leistedt, che ha intervistato e diagnosticato veri psicopatici, e che sottolinea come siano persone che non hanno sentimenti né empatia per gli altri. "Sono a sangue freddo, non sanno cosa sia un'emozione".

Javier Bardem in una scena del film Non è un paese per vecchi
Javier Bardem in una scena del film Non è un paese per vecchi

Con il collega Paul Linkowski, Leistedt ha passato ben tre anni a guardare 400 film per cercare le raffigurazioni degli psicopatici più realistiche della storia del cinema. Leistedt li ha guardati personalmente tutti e 400, alcuni anche più volte.

Dopo aver eliminato i film con personaggi apertamente irrealistici, come quelli con poteri magici o "invincibili", sono rimasti 126 film, risalenti a un periodo compreso tra il 1915 e il 2010. Un team di 10 psichiatri forensi, a quel punto, si è occupato della "diagnosi" di tutti i personaggi, di cui 105 erano maschi e 21 erano femmine.

Lo hanno fatto per sviluppare strumenti in grado di insegnare agli studenti di psichiatria, ma hanno finito per tracciare una storia sociale di come gli psicopatici sono stati visti e compresi fin dall'inizio del XX secolo. Leistedt sottolinea che imparare a diagnosticare uno psicopatico non è facile. Non solo le definizioni e i tratti della psicopatia sono ancora motivo di discussione (ci sono ancora varie interpretazioni su cosa sia la psicopatia, e soprattutto su come inquadrarla da un punto di vista diagnostico), ma gli studenti hanno anche possibilità molto limitate di intervistare gli psicopatici. Questo perché, per fortuna, sono relativamente rari. Ma anche perché non accade quasi mai che si presentino da uno psicologo di loro spontanea volontà.

Gli psichiatri e i neuroscienziati hanno identificato non soltanto caratteristiche comportamentali particolari degli psicopatici, ma anche parti del cervello che sembrano funzionare in modo diverso rispetto alla persona media. Una di queste è l'amigdala, una piccola struttura cerebrale situata nel profondo del cervello e che, nelle persone tipiche, è coinvolta nell'elaborazione della paura. Gli psicopatici non sono, generalmente, in grado di provare ansia e paura.

Molte cose, però, rimangono sconosciute; gli esperti sono ancora in disaccordo su se e quanto ci sia una base genetica per la psicopatia. Le immagini hollywoodiane degli psicopatici sono cambiate nel tempo, man mano che questa comprensione è cambiata e quando sono venuti alla luce casi reali, dai serial killer Ed Gein a Ted Bundy, Ed Kemper e Jeffrey Dahmer.

Nel complesso, le rappresentazioni degli psicopatici sono diventate più realistiche nel tempo, riferiscono Leistedt e Linkowski sulla rivista Journal of Forensic Sciences. Almeno alcuni dei ritratti di oggi hanno più profondità, offrendo uno "sguardo avvincente sulla complessa psiche umana", scrivono.

I film con le raffigurazioni più convincenti degli psicopatici

In particolare, due delle rappresentazioni più convincenti sono:

1. Anton Chigurh, Non è un Paese per Vecchi (2007)

Anton Chigurh, killer a contratto, trasporta una pistola attaccata a un serbatoio di aria compressa, uno strumento utile sia per sparare alle serrature delle porte che per sparare alla testa delle persone. Leistedt dice che Chigurh è il suo ritratto preferito di uno psicopatico. "Fa il suo lavoro e riesce a dormire sonni tranquilli. Nella mia pratica ho incontrato alcune persone così", dice. In particolare, Chigurh gli ricorda due sicari professionisti che ha intervistato nella vita reale. "Erano così: freddi, intelligenti, senza sensi di colpa, senza ansia, senza depressione".

2. Hans Beckert, M - Il mostro di Düsseldorf (1931)

Questo "mostro" è un assassino di bambini che si pose in discontinuità con la maggior parte delle rappresentazioni degli psicopatici dell'epoca. Si tratta di un uomo apparentemente normale, ma con una compulsione a uccidere. Questa è "una rappresentazione sostanzialmente più realistica di quello che alla fine sarebbe conosciuto oggi come un predatore sessualmente violento, che molto probabilmente soffre di psicosi", scrivono Leistedt e Linkowski. Significa che Beckert non soffre di vera psicopatia, ma di pseudopsicopatia, o psicopatia secondaria, dovuta a una perdita di contatto con la realtà.

I film con le raffigurazioni meno realistiche degli psicopatici

Alcuni film sono stati considerati "spaventosi" ma non realistici.

1. Tommy Udo, Il bacio della morte (1947)

Un ottimo esempio di una prima rappresentazione di un gangster psicopatico. Il personaggio di Udo era famoso per la sua risata raccapricciante, e la leggenda narra che all'attore Richard Widmark sia stato chiesto ripetutamente di registrare la risata su album vergini.

2. Norman Bates, Psycho (1960)

Dopo l'arresto, nel 1957, del serial killer della vita reale Ed Gein, un caso che coinvolgeva cannibalismo, necrofilia e una relazione travagliata con sua madre, i film horror sui serial killer decollarono. Norman Bates è stato ispirato in parte da Gein, lanciando un genere basato su individui con motivazioni sessuali per uccidere. Questo tipo di comportamento divenne strettamente legato alla psicopatia, ma Gein era più probabilmente psicotico, cioè senza con la realtà. La psicosi, che è una diagnosi completamente diversa dalla psicopatia, spesso comporta deliri e allucinazioni.

3. Hannibal Lecter, Il Silenzio degli Innocenti (1991)

L'intelligenza e l'astuzia quasi sovrumane di Lecter sono poco credibili. Il personaggio, calmo e controllato, ha dei gusti e delle maniere sofisticati, un'abilità eccezionale nell'uccidere e un "contegno vanitoso e quasi felino", scrivono i ricercatori, aggiungendo: "Questi tratti, specialmente in combinazione, sono generalmente non presente nei veri psicopatici.”

Più di recente, il film The Wolf of Wall Street ha portato alla ribalta un nuovo tipo di psicopatico, lo "psicopatico di successo" o "psicopatico dal colletto bianco". Ispirato ad una storia vera, il ritratto del film è interessante. "Questi tizi sono avidi, manipolatori, mentono, ma non sono fisicamente aggressivi",

La differenza tra psicopatia primaria e secondaria

La differenza tra psicopatia primaria e psicopatia secondaria: gli psicopatici primari non hanno emozioni, e c'è probabilmente un base genetica. È molto probabile che ci siano particolari anomalie cerebrali alla base del loro comportamento. Sono spesso descritti come più aggressivi e impulsivi. Gli psicopatici secondari sono stati modellati dal loro ambiente, possono aver avuto un'infanzia violenta e sono spesso descritti come aventi più paura e ansia rispetto agli psicopatici primari. Può esserci psicosi, ovvero mancanza di contatto con la realtà.

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