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All'inizio, per avere un programma sul proprio pc si copiava il codice a mano

Nei primi anni '80, quando si diffusero i primi pc, le riviste di computer contenevano talvolta dei listati di codice che i lettori passavano ore a copiare sulle proprie tastiere. In questo modo potevano ottenere un gioco o un particolare programma.

Pubblicato il 07/09/2020 alle 19:02
Fonte: Wikipedia inglese (link alla fonte principale)
All'alba dell'era dei computer, alla fine degli anni '70 e all'inizio degli anni '80, quando la RAM dei pc era misurata in kilobyte, erano comuni i cosiddetti programmi "type-in". Invece di accedere a una app store, o anche di installare un programma attraverso un CD ROM, gli utenti trovavano giochi e altre funzioni sulle riviste.
Comparivano sotto forma di listati di codice, anche parecchio lunghi, scritti in linguaggio macchina, sotto forma di decimali o di esadecimali, che andavano copiati interamente. Ci volevano ore.
Dopo aver inserito il programma, questo poteva venire salvato in una cassetta o in un disco. Ma bisognava stare attenti a salvarlo prima di eseguirlo, perché un errore poteva mandare in crash il computer e richiedere un reboot, rendendo necessario riscrivere tutto da capo.
È davvero incredibile pensare a quanto siano più comode adesso le cose!

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