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L’importanza del moko, il tatuaggio Māori che è un rito di passaggio all’età adulta e un modo per esprimere pienamente la propria identità

Il tatuaggio Māori rappresenta un’antica forma d’arte conosciuta come Tā moko. Per le donne Māori, il sacro tatuaggio sul mento è chiamato moko kauae ed è ritenuto una manifestazione della più pura identità personale e culturale. Spesso, il moko kauae è come un rito di passaggio e segna la transizione dall’adolescenza all’età adulta.

Pubblicato il 16/01/2022
Fonte: newzealand.com, Wikipedia inglese (link alla fonte principale)

Per i Māori, gli indigeni della Nuova Zelanda, il “tatuaggio” Tā moko rappresenta la massima espressione dell’identità personale e culturale.

Sono in particolare i tatuaggi facciali ad avere un significato profondo: i Māori ritengono che la testa sia la parte più sacra del corpo, e i tatuaggi facciali costituiscono la realizzazione e il dispiegamento dell’identità e della vita dell’individuo.

Le donne, in particolare, si fanno disegnare il moko sulle labbra e sul mento: questa particolare configurazione è detta moko kauae, e spesso è associata al passaggio all’età adulta.

Ritratto di giovane donna Maori con moko, Louis John Steele  (1891)

La storia del Tā moko

Prima dell’arrivo degli europei, il Tā moko era un simbolo di status sociale, ed erano soprattutto le persone di alto rango a farsi tatuare. Per i Māori, il Tā moko era associato al mana, l'energia della forza vitale spirituale che permea l'universo.

Ricevere il moko ha sempre costituito un'importante pietra miliare tra l'infanzia e l'età adulta, accompagnata da numerosi riti e rituali. Oltre a simboleggiare lo status e il rango, in antichità si riteneva che il moko rendesse una persona più attraente per il sesso opposto.

Ragazza Maori (1891)

I design del tatuaggio Māori

Molti dei design dei tatuaggi Māori sono universali, in particolare, le spirali che vorticano sul naso, sulle guance e sulla mascella. Le linee di un moko accentuano le linee del viso in modo da enfatizzare le espressioni facciali.

Le linee principali in un tatuaggio Māori sono chiamate manawa: è la parola con cui i Māori indicano il cuore. Si ritiene che le linee rappresentino il percorso di vita del singolo individuo.

Il Tā moko oggi

Negli ultimi tre decenni la pratica del tā moko ha trovato una nuova popolarità, ma anche un nuovo significato, sia per gli uomini che per le donne. Per i Māori del XXI secolo, il tatuaggio è un segno di identità culturale, di espressione di una tradizione e di un popolo antico che mantenere e ritrovare il proprio posto nel mondo odierno. C’è stato un generale risveglio della lingua e della cultura Māori, e il Tā moko ha avuto un ruolo importante.

Nel 2016 la Ministra degli Esteri neozelandese Nanaia Mahuta si è fatta fare un moko kauae.

Hon Nanaia Mahuta, Ministra degli esteri neozelandese

Oggi, anche alcune persone non Māori manifestano il desiderio di avere un Tā moko. Secondo alcuni, questa sarebbe un’appropriazione culturale (l’adozione di pratiche, costumi e riti di un popolo di minoranza da parte di un membro del popolo dominante).

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