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L'assassino che contribuì a redigere l'Oxford Dictionary

Uno dei collaboratori più produttivi, precisi e di successo dell'Oxford Dictionary, William Chester Minor, era un assassino che lavorò tutto il tempo da un istituto psichiatrico e arrivò a tagliarsi il pene da solo.

Pubblicato il 11/01/2021

C'era un intruso nella camera da letto di William Chester Minor. Si era nascosto nell'attico di casa sua durante il giorno, ed era scivolato in camera affinché, dall'oscurità, potesse scrutare Minor mentre sognava. Questo intruso senza volto teneva in mano due paletti di metallo intrisi di veleno.

La mattina dopo, Minor si svegliò illeso, e non trovò traccia dell'intruso. Cercò nell'armadio, sotto il letto, ovunque, ma non c'era niente. Quella notte, però, l'uomo tornò. E anche la notte successiva e quella dopo ancora. Ogni notte Minor restava a letto, paralizzato dalla paura.

Era il 1871 e Minor aveva bisogno di una vacanza. Lasciò le sue capanne nel Connecticut e si imbarcò per Londra, sperando di trovare un po' di pace e una notte di sonno. Ma i suoi tormentatori lo avevano seguito.

In realtà, Minor stesso gli si era avvicinato. Quasi tutti gli uomini che lo tormentavano di notte, infatti, erano irlandesi, membri di un gruppo nazionalista che non voleva solo porre fine al dominio britannico, ma anche vendicarsi di Minor. Questi cominciò a scorgere i ribelli nelle strade poco illuminate, intenti a sussurrare piani di tortura e avvelenamento.

Dr. William Chester Minor (1834 – 1920)
Dr. William Chester Minor (1834 – 1920)

Molte volte, Minor andò Scotland Yard cercando di denunciare le intrusioni alla polizia. I detective si segnavano il fatto, ma nulla cambiò, e alla fine Minor decise di nascondere una pistola carica, una Colt .38, sotto il cuscino.

Il 17 febbraio del 1872 Minor si svegliò e vide l'ombra di un uomo in piedi nella sua stanza. Stavolta non rimase fermo: impugnò la pistola mentre l'uomo fuggiva fuori dalla stanza. William Chester Minor balzò in piedi e lo inseguì, finché non fu all'aperto.

Erano le due di mattina. Faceva freddo. Minor guardò in strada e vide un uomo che camminava. Esplose tre o quattro colpi dalla pistola, infrangendo il silenzio della notte.

L'uomo a cui era stata sparato non era l'intruso che Minor aveva visto in casa sua. Il suo nome era George Merrett. Tristemente, era marito e padre e si stava recando a lavoro, alla Red Lion Brewery, dove ogni notte spalava carbone. Quando la polizia arrivò sulla scena, pochi momenti più tardi, Merrett era un cadavere e William Minor era un assassino.

Quest'ultimo si difese spiegando che qualcuno era entrato nella sua stanza, e che il suo era un atto di legittima difesa. Ciò che non sapeva, purtroppo, è che non c'erano mai stati intrusi, in casa sua. Gli irlandesi, le trame, il veleno – si era immaginato tutto, nulla era reale. George Merrett lo era, ed era morto.

Sette settimane dopo, un tribunale stabilità che William C. Minor, 37 anni, non era colpevole di omicidio perché incapace di intendere e di volere. Un tempo egli era stato un rispettato chirurgo militare, e aveva salvato tantissime vite. Ora era stato improvvisamente additato come lunatico allucinato, e venne mandato all'istituto psichiatrico per criminali Broadmoor.

Per molti pazienti, venire internati in luoghi come Broadmoor significava non poter mai più concludere nulla, nella vita. Ma non fu così per Minor. Dalla solitudine della sua cella, infatti, egli divenne il più produttivo collaboratore del dizionario più completo della lingua inglese: The Oxford English Dictionary.



Manicomio criminale di Broadmoor, Berkshire.
Manicomio criminale di Broadmoor, Berkshire.

C'era stato un tempo in cui William C. Minor ancora non vedeva fantasmi nella sua camera da letto. Un tempo in cui era un promettente chirurgo di Yale che amava leggere, dipingere e suonare. Questo, però, era cominciato a cambiare nel 1864, quando si trovò tra le truppe della Guerra Civile Americana.

Durante la Battaglia di Wilderness i soldati non soltanto sanguinarono, ma bruciarono vivi. Ci furono 3500 vittime. Minor aveva esperienza nel guarire i soldati, ma quella fu la prima volta che egli ebbe pazienti freschi di combattimento. Ci furono 28000 feriti, e molti di loro erano immigrati irlandesi: era la famosa Irish Brigade, considerata la più impavida dell'esercito. Il Dr. Minor, molto probabilmente, si trovò ad assistere alcuni di loro.

Come la sua famiglia avrebbe in seguito appuntato, fu un particolare episodio a rompere la psiche di Minor. Avvenne con un disertore irlandese. Durante la Guerra Civile, la punizione per la diserzione era, ufficialmente, la morte. Ma l'esercito si limitava in realtà a punizioni più leggere, ma dolorose e permanenti. Durante la Battaglia, si trattò di un marchio: la lettera D marchiata a fuoco sulle guance.

Per qualche motivo era il dottore a doverlo fare. Minor, quindi, dovette spingere un ferro rovente sulla guancia di un soldato irlandese. Secondo un testimone, questo lo scosse nel profondo.

La Battaglia di Wilderness
La Battaglia di Wilderness

La sua malattia mentale non esplose tutta in una volta. Per due anni, il dottore aveva continuato a prendersi cura dei pazienti con grande successo, venendo promosso a capitano. Poi, intorno al 1866, cominciò a mostrare i primi segni di paranoia mentre lavorava a Governor's Island, New York. Dopo che un gruppo di criminali aveva aggredito e ucciso uno dei suoi colleghi ufficiali a Manhattan, il Dr. Minor iniziò a portarsi in giro la sua pistola. Iniziò anche a mostrare un altro comportamento bizzarro: un'incontrollabile brama di sesso. Il dottore si infilava nei bordelli ogni notte.

Minor venne tormentato per molto tempo da "pensieri lascivi". Figlio di missionari conservatori e membri della Chiesa Congregazionista, si era sentito in colpa e in ansia da quella che era, probabilmente, una dipendenza sessuale. Più faceva sesso in giro, a New York, più aumentava la sua diffidenza.

L'esercito notò la cosa e nel 1867 Minor venne mandato in un forte remoto in Florida, ma questo non aiutò la sua paranoia, anzi, la peggiorò. L'anno dopo un dottore gli diagnosticò una monomania, e nel 1870 l'esercito lo congedò con una pensione decisamente soddisfacente.

Con quei soldi, Minor si recò a Londra dove li usò per pagare l'affitto e le prostitute, ma anche per comprare libri rari e antichi che venivano poi mandati direttamente alla sua cella, a Broadmoor, dove egli avrebbe infine sviluppato in interesse particolare in quello che sarebbe diventato il dizionario più importante del mondo.

Di giorno, William C. Minor era più stabile. Passava ore a leggere e dipingere. Parlava in modo coerente e intelligente, ed era in controllo dei suoi pensieri e delle sue azioni (o almeno sembrava così). Dava agli altri detenuti lezioni di flauto. Sviluppò un rimoso per l'omicidio commesso e chiede il perdono della vedova. Rimaneva a volte un po' strano e mostrava comportamenti ostinati, ma per il resto, di giorno, era un ottimo detenuto.

Di notte, però, era un disastro. Si lamentava che degli invasori entravano nella sua stanza con dei coltelli e lo torturavano, operandolo al cuore. Altri lo obbligavano a compiere sordidi atti di depravazione. Per fermarli, si barricava mettendo sedie e tavoli davanti alla porta. Predisponeva trappole, si iscrisse perfino a riviste di ingegneria per costruirne di migliori.

L'unica cosa che occupava più spazio dei suoi incubi, nella mente di Minor, era l'Oxford English Dictionary. Non soltanto svolgeva il lavoro con una parvenza di pace, ma gli offriva anche un certo tipo di redenzione.

Gli editori del dizionario premevano affinché i collaboratori volontari come Minor si focalizzassero su termini specifici, e non su quelli di uso troppo frequente. Alcuni, però, desiderosi di impressionare gli intellettuali di Oxford, mandavano tante citazioni di esempio per parole fin troppo astruse, e spesso era difficile rintracciarne l'origine. Minor era diverso. Era metodico, e scorreva la sua biblioteca per estrarre una lista di parole da ogni singolo libro, segnando l'esatta posizione. Divenne una sorta di motore di ricerca umano.

Una citazione di esempio di

Era infine una fresca mattina di dicembre quando William C. Minor si tagliò il pene. A differenza degli altri pazienti di Broadmoor, Minor poteva avere un piccolo coltellino in tasca, che usava per tagliare le pagine rimaste appiccicate nei suoi libri di prima edizione. Nel 1902, alla fine, Minor lo affilò e lo usò per recidersi il membro.

Con calma, poi, scese le scale e andò in cerca di aiuto: "meglio se mi mandate assistenza medica" urlò. "mi sono ferito!". Negli anni precedenti, Minor era diventato sempre più religioso, ma la sua spiritualità si manifestava in modo poco conveniente: il suo appetito sessuale insaziabile alimentava la colpa e i visitatori che lo tormentavano di notte peggioravano la situazione. "Pensava che ci fosse stata una completa saturazione del suo essere con la lascività degli ultimi 20 anni, durante i quali aveva avuto relazioni con migliaia di donne, notte dopo notte" si legge nel suo referto medico. "Quando divenne cristiano capì che doveva recidere sé stesso dalla vita lasciva che stava conducendo".
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