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La previdenza di Joseph Bazalgette, l'ingegnere che nel XIX secolo progettò il sistema fognario di Londra

Joseph Bazalgette, l'ingegnere civile inglese che progettò il sistema fognario di Londra negli anni '60 del 1800, disse: "Lo faremo solo una volta, e gli imprevisti ci sono sempre", e raddoppiò il diametro dei condotti. Se non lo avesse fatto, le fogne sarebbero straripate nel 1960, e invece sono in uso ancora oggi.

Pubblicato il 19/03/2021

A metà del XIX secolo, a Londra, vivevano almeno 2,5 milioni di persone. Tutti quanti, ogni giorno, rilasciavano i propri rifiuti igienici nelle fogne della città. Da lì, però, non raggiungevano l'oceano, ma piuttosto le acque del Tamigi, che scorre proprio lì in città.

Il Tamigi era lento, e invece di fluire verso il mare, i rifiuti stagnavano in città. Di fatto, il fiume era una fogna a cielo aperto. Cosa ancora peggiore, il Tamigi era la fonte dell'acqua bevuta dai londinesi più poveri. Malattie come il colera si diffondevano con gran facilità, e nel 1853 un'epidemia si portò via ben 15.000 londinesi.

Benché questo problema fosse stato riconosciuto, e venissero fatte grandi discussioni al riguardo, fino al 1858 non venne fatto nulla. Il Tamigi puzzava terribilmente, e durante l'estate del 1858 la situazione raggiunse livelli insostenibili. Si parla di questo fenomeno come di "Great Stink" ("Grande Puzza").

C'era ancora la credenza, ai tempi, che il colera venisse trasmesso attraverso i "miasmi", ovvero "l'aria cattiva". I parlamentari si preoccuparono per la propria salute, e finalmente si decisero a creare un nuovo sistema fognario.

Il Progetto venne affidato a Joseph Bazalgette, ingegnere civile a capo della London's Metropolitan Board of Works.

Monumento commemorativo di Joseph Bazalgette

La soluzione di Bazalgette ai problemi della città fu di costruire un esteso sistema fognario in grado di deviare i rifiuti di Londra verso l'estuario del Tamigi, lontano dalle aree abitate.

Il nuovo sistema da lui ideato eliminò di fatto il colera da Londra, rimuovendo le acque contaminate. Ridusse inoltre anche il numero di casi di tifo. Bazalgette passò 9 anni scavando sotto Londra per creare 6 reti fognarie per "intercettare" i rifiuti dai tubi pre-esistenti. In tutto, vennero scavati condotti lunghi molte centinaia di kilometri. Vennero impiegati 318 milioni di mattoni e 670.000 metri cubi di cemento. Bazalgette scelse il cemento di Portland, che si indurisce reagendo all'acqua. È una delle ragioni per cui i tunnel sono ancora oggi in buon stato.

Progettando il sistema, l'ingegnere usò come riferimento le aree con Londra più densamente popolate, e aggiustò il diametro dei condotti per assicurarsi che fossero in grado di sostenere i bisogni di tutte le parti della città. Poi, però, disse: "Lo faremo una volta sola, e gli imprevisti accadono sempre". Per questo, partendo dal valore a cui era giunto, lo raddoppiò di netto.

Questo permise alle fogne di sostenere l'aumento della popolazione londinese dei decenni successivi. Se Bazalgette avesse usato condotti con un diametro minore, le fogne sarebbero straripate negli anni '60. E invece sono ancora in funzione nel XXI secolo.

Le fogne di Londra fotografate da un esploratore urbano
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