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James Harrison, l'uomo dal "braccio d'oro" che donando il sangue salvò 2,4 milioni di vite

Dopo aver avuto bisogno di una grande trasfusione di sangue per un’operazione a 14 anni, un uomo chiamato James Harrison decise di diventare un donatore abituale. Si scoprì che il suo sangue conteneva un raro anticorpo in grado di curare l’eritroblastosi fetale. James fece oltre 1000 donazioni nel corso della vita, e salvò da questa condizione oltre 2,4 milioni di bambini non ancora nati.

Pubblicato il 16/06/2019 alle 21:21
Fonte: CNN, Wikipedia inglese, Quora (link alla fonte principale)
James Harrison è conosciuto anche come “l’Uomo con il Braccio d’Oro”. Harrison è un australiano che ha donato il sangue per 60 anni, ogni settimana, e si è dovuto fermare all’età di 81 anni per via di una legge che prevede l’impossibilità di effettuare donazioni una volta superata quell’età.
Secondo il Blood Service della Croce Rossa Australiana, l’uomo ha salvato la vita a oltre 2,4 milioni di bambini australiani non ancora nati.

La sua storia come donatore di sangue iniziò a 14 anni, quando dovette ricevere un’impegnativa operazione al petto ed ebbe bisogno di una gran quantità di sangue. Dal momento che i donatori di sangue gli avevano salvato la vita, decise di diventare egli stesso un donatore.
Qualche anno dopo i dottori scoprirono che il suo sangue era davvero molto particolare. Conteneva un rarissimo anticorpo che poteva essere utilizzato per creare un’immunoglobulina detta anti-D, in grado di combattere l’eritroblastosi fetale. Si tratta di una condizione che si sviluppa quando una donna incinta ha il sangue Rh negativo, mentre il feto ha il sangue Rh positivo ereditato dal padre.

Il fattore Rh (rhesus factor) indica la presenza di un antigene sui globuli rossi. In particolare, questo antigene è detto Rhesus, perché venne scoperto per la prima volta sui macachi Rhesus, nel 1940.
Le persone con fattore Rh+ hanno l’antigene (ad esempio, quelli con il gruppo sanguigno A+, B+, AB+ o 0+), quelli con fattore Rh- no.
Questo significa che quando cellule Rh+ entrano in un sistema circolatorio con Rh-, il corpo di quest’ultimo considererà le cellule con l’antigene Rhesus come estranee, cominciando a produrre anticorpi che rimarranno in circolazione per molto tempo.
Quando la madre è stata sensibilizzata a rispondere a un “sangue estraneo” con Rh+, di solito durante una precedente gravidanza con un bambino Rh positivo, può produrre molti più anticorpi specifici per combatterlo (a partire da quelli che le sono già rimasti in circolazione).
Per questo, la seconda gravidanza con un bambino Rh positivo può essere molto pericolosa per il piccolo, se la madre è Rh negativa.

Gli anticorpi della madre iniziano ad attaccare i globuli rossi del feto e nei casi peggiori questo può risultare in un danno cerebrali o anche nella morte del piccolo.
L’anti-D, prodotto con gli anticorpi di James Harrison, previene lo sviluppo di questi anticorpi da parte delle donne Rh negative incinte. Dal 1967, grazie alle sue donazioni, sono state distribuite oltre 3 milioni di dosi di Anti-D alle madri Rh negative australiane.
James Harrison
James Harrison // via greenme.it


I dottori non sanno di preciso come mai il sangue di Harrison possieda questa straordinaria proprietà, ma pensano che potrebbe essere dovuto alle trasfusioni ricevute quando era adolescente. In Australia non esistono più di 50 persone con questi speciali anticorpi, secondo la Croce Rossa.
Harrison è considerato un eroe nazionale nel suo paese, aggiudicandosi numerosi riconoscimenti per la generosità mostrata, inclusa la Medal of the Order of Australia, uno dei più grandi onori possibili.
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