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Irena Sendler, l'infermiera che rischiò la vita per far uscire migliaia di bambini ebrei dal ghetto di Varsavia

Quando i nazisti chiusero mezzo milione di ebrei polacchi nel ghetto di Varsavia, l'infermiera e assistente sociale Irena Sendler riuscì a salvare la vita a centinaia di bambini facendoli uscire di nascosto dal ghetto, sistemandoli in case e orfanotrofi sotto false identità. Quando venne catturata e torturata, riuscì a fuggire grazie a un gruppo segreto di resistenza, Zegota. Alla fine della guerra riesumò i documenti che attestavano le reali identità dei bambini e li fece riunire con le loro famiglie. Le venne assegnata la più alta decorazione civile della Polonia, l'Ordine dell'Aquila Bianca, e fu riconosciuta tra i Giusti tra le nazioni da Israele.

Pubblicato il 23/11/2020
Fonte: Wikipedia, it.gariwo.net (link alla fonte principale)

Irena Stanisława Sendler è stata un'infermiera e assistente sociale polacca che, con il nome di battaglia di Jolanta, combattè al fianco della Resistenza nella Polonia occupata durante la Seconda Guerra Mondiale. L'azione che maggiormente le fu in seguito riconosciuta è il salvataggio di circa 2500 bambini ebrei.

Irena Sendler, a Varsavia, iniziò a lavorare per salvare gli ebrei dalla persecuzione fin dal 1939, quando i nazisti occuparono la Polonia. All'epoca, ella aveva 29 anni e lavorava come assistente sociale per l’amministrazione comunale, da cui, con il supporto del direttore del dipartimento (che per questo verrà deportato ad Auschwitz), poté soccorrere gli ebrei oggetto di ogni tipo di discriminazione da parte dell’autorità nazista occupante. Nell’autunno del 1940, a Varsavia, venne recintato il ghetto e quasi 400.000 ebrei furono trasferiti al suo interno in condizioni igieniche precarie, aggravate dalla mancanza di cibo e medicine. Proliferarono le epidemie e il tasso di mortalità era altissimo. In veste di infermiera, Irena ottenne un lasciapassare: ufficialmente entrava per la disinfestazione, ma in realtà aveva organizzato una vera e propria rete di soccorso procurando cibo, generi di conforto, vestiti. Quando era nel ghetto indossava la stella di David, non solo per confondersi fra la folla, ma anche in segno di solidarietà.

Irena Sendler ritratta nel 1942Bambini ebrei nel ghetto di Varsavia. 1940-1943

Irena Sendler era entrata nella resistenza polacca e in un movimento clandestino chiamato Zegota. Insieme al gruppo, "Jolanta" decise di fare di tutto pur di salvare i bambini ebrei dal ghetto di Varsavia. Il permesso speciale ottenuto per entrare nel ghetto venne mantenuto anche perché i nazisti volevano monitorare eventuali sintomi di tifo (i tedeschi temevano le epidemie perché sapevano che avrebbero potuto spargersi anche al di fuori del ghetto).

Jolanta, insieme ad altri membri del gruppo della Resistenza, ideò vari metodi per far fuggire i bambini dal ghetto. Ad esempio, i bambini più piccoli venivano nascosti in ambulanze o altri veicoli. A volte, poi, la donna si faceva passare per un tecnico di fognature e riusciva in questo modo a far uscire bambini nascondendoli sul fondo di cassette per attrezzi o in sacchi di juta. Nel retro del furgone, alcune volte aveva tenuto anche un cane addestrato ad abbaiare quando i soldati nazisti si avvicinavano, coprendo così il pianto dei bambini.

Quando erano fuori dal ghetto, Irena Sendler dava ai bambini dei falsi documenti con nomi cristiani, e li conduceva al sicuro, affidandoli a famiglie cristiane o a conventi cattolici di fiducia. Alcuni li consegnava direttamente a preti che li nascondevano in case canoniche. Jolanta si annotava i nomi veri dei bambini, accanto a quelli falsi. Nascondeva gli elenchi in bottiglie di vetro e vasetti di marmellata, che seppellì sotto un albero del suo giardino, nella speranza di poter un giorno riunire i bambini tolti ai loro genitori.

Nell'ottobre del 1943 la Gestapo la catturò e la torturò, ma ella non cedette mai. Venne condannata a morte ma fu salvata dai compagni della Zegota: l'organizzazione corruppe i soldati che avrebbero dovuto ucciderla. Il suo nome venne così registrato insieme con quello dei giustiziati, e per i mesi rimanenti della guerra visse nell'anonimato, continuando però a organizzare i tentativi di salvataggio di bambini ebrei.

Terminata la guerra e finita l'occupazione tedesca da parte dei nazisti, i nomi dei bambini vennero disseppelliti e si riuscì a riunire moltissime famiglie. Moltissimi furono i riconoscimenti assegnati a Irena Sendler detta Jolanta. Nel 1965 ella venne riconosciuta dallo Yad Vashem di Gerusalemme come una dei Giusti tra le nazioni. Il 10 ottobre 2003 essa ricevette la più alta decorazione civile della Polonia, l'Ordine dell'Aquila Bianca.

Irena Sendler nel 2005, all'età di 95 anni
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