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La storia di Charlie Chaplin, costretto dall'FBI a lasciare gli USA e tornato alla gloria vent'anni dopo

Nei suoi film, Charlie Chaplin si espresse apertamente contro il fascismo, la guerra, il capitalismo e le armi di distruzione di massa. Per questo, l'FBI fece di tutto per diffamarlo, e Chaplin fu costretto a lasciare gli USA nel 1952. Vent'anni dopo, però, gli venne offerto un Oscar onorario: nel 1972 egli, esitante, tornò negli Stati Uniti, e al gala degli Academy Awards ricevette una standing ovation di 12 minuti, la più lunga della storia.

Pubblicato il 15/03/2021
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Nato nel 1889 in Inghilterra, Charlie Chaplin fu un attore e produttore cinematografico inglese che salì alla ribalta nell'era del cinema muto. Considerato come una delle figure più importanti nella storia del cinema, la sua carriera durò ben 75 anni, abbracciando un periodo che andò dalla fine dell'età vittoriana al 1977, ed andando incontro sia ad adulazione sia a controversie.

L'infanzia di Charlie Chaplin dalle workhouses londinesi all'industria del cinema statunitense

L'infanzia di Charlie Chaplin, a Londra, ebbe tratti dickensiani, caratterizzata da povertà e condizioni di estremo disagio. Suo padre era assente e sua madre cercava di racimolare qualche soldo. Prima che compisse 9 anni, Chaplin venne mandato ben due volte nelle famigerate workhouses, dove i più poveri venivano costretti a lavorare duramente in cambio di pane e acqua appena sufficienti per la sopravvivenza.

Quando aveva 14 anni sua madre venne rinchiuse in un istituto psichiatrico, e Chaplin iniziò ad esibirsi in tenera età in spettacoli musicali, per poi lavorare come attore e commediante. A 19 anni si unì alla prestigiosa compagnia Fred Karno, che lo portò negli USA. Venne notato dall'industria cinematografica e iniziò a fare le sue comparse nel 1914 per i Keystone Studios, fondati due anni prima.

Charlie Chaplin come produttore di film

Nel 1919, però, Chaplin fondò la propria casa di produzione, la United Artists, che gli permetteva di avere un controllo totale sui film. Così, rilasciò vari titoli come The Kid (1921), seguito da A Woman of Paris (1923), The Gold Rush (1925), e The Circus (1928).

Negli anni '30, all'inizio, si rifiutò di sposare il cinema sonoro, e produsse City Lights (1931) e Modern Times (1936) ancora senza dialoghi. I suoi lavori divennero man mano sempre più politici. Il suo primo film sonoro fu The Great Dictator (1940), che era una satira su Adolf Hitler. Oggi considerato uno dei più grandi lavori di Charlie Chaplin, dovette finanziarlo completamente da solo perché gli studi di Hollywood non volevano irritare i tedeschi, con cui erano in relazioni commerciali.

Chaplin scriveva, dirigeva, produceva, recitava e componeva la musica per la maggior parte dei suoi film. Era un perfezionista, e la sua indipendenza finanziaria gli permise di passare anni a sviluppare un proprio stile, caratterizzato da un humor particolare combinato con un certo pathos. Molte opere contenevano tematiche politiche e sociali ma anche elementi autobiografici. Quando ricevette l'Oscar onorario, si parlò dell' "effetto incalcolabile che ebbe nel rendere i film la forma d'arte del secolo".

Le controversie e i tentativi dell'FBI di infangare Chaplin

Gli anni '40 furono un decennio segnato dalle controversie per Chaplin. La sua popolarità declinò rapidamente: venne accusato di avere simpatie comuniste, e alcuni membri della stampa e del pubblico giudicarono scandalosi i suoi matrimoni con donne molto più giovani. L'FBI aprì un'investigazione e fece letteralmente di tutto per trovare dei motivi per infamarlo: Chaplin venne costretto a lasciare gli Stati Uniti e a nascondersi in Svizzera.

MI5, i servizi segreti inglesi, aprì un fascicolo su Chaplin dopo la richiesta del capo dell'FBI J. Edgar Hoover, che sospettava che il regista avesse simpatie comuniste (lo stesso discutibilissimo personaggio che tormentò Hemingway e pregiudicò il lavoro della crittografa Elizebeth Friedman). L'FBI descriveva il regista de Il Grande Dittatore come "il salotto bolscevico di Hollywood" e contò sull'aiuto del MI5 per espellerlo dagli Stati Uniti.

Il riscatto di Charlie Chaplin e l'Oscar Onorario

Dopo 20 anni, nel 1972, l'Academy of Motion Picture Arts and Sciences offrì a Chaplin un Oscar onorario, che alcuni ritengono fosse anche un modo per "chiedere scusa da parte dell'America". All'inizio Chaplin era decisamente diffidente, ed esitò ad accettare il premio e a tornare negli USA.

L'evento, però, attrasse la curiosità della stampa e alla fine, al gala degli Academy Awards, Chaplin ricevette una standing ovation di 12 minuti, la più lunga della storia. Visibilmente emozionato, Chaplin accettò il premio.

Charlie Chaplin
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