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I cavalli islandesi non possono lasciare il paese, e se lo fanno non possono tornare

Il cavallo islandese non può lasciare il paese. Se lo fa, non ha il permesso di tornare. Questo è perché in Islanda ci sono pochissime malattie, e impedire l'importazione e l'esportazione degli animali aiuta a mantenere intatto questo equilibrio

Pubblicato il 19/04/2021
Fonte: Wikipedia inglese (link alla fonte principale)

Il cavallo islandese è una razza di cavallo indigena dell'Islanda (anche se ne esistono ampie popolazioni in varie parti d'Europa e Nord America). Questa razza è antica: nacque dai pony dei coloni scandinavi tra il IX e il X secolo. Il riferimento più recente giunto fino a noi è del XII secolo. Questi cavalli erano oggetto di venerazione nella mitologia norrena.

L'aspetto attuale del cavallo islandese è il risultato di secoli di selezione naturale e di allevamento selettivo. Inoltre, gran parte della popolazione andò distrutta in seguito ad un'eruzione vulcanica del 1780.

Il cavallo islandese è resistente, e viene colpito da poche malattie, anche grazie alla legge islandese. Questa prevede che non si possano far incontrare cavalli autoctoni con cavalli non autoctoni: l'importazione è proibita, mentre l'esportazione può avvenire, ma in quel caso il cavallo non potrà mai far ritorno in Islanda.

Il cavallo islandese pesa tra i 330 e i 380 kg, ed è alto tra i 132 e i 142 centimetri. Di solito, questa è una taglia da pony, ma gli allevatori e i registri si riferiscono ai cavalli islandesi come cavalli veri e propri. Non è ben chiaro quando e come questo abbia iniziato a succedere, ma si pensa che sia dovuto al temperamento vivace e alla personalità decisa di questo cavallo.

Un cavallo islandese fotografato nei pressi di  KrýsuvíkCavalla e puledro islandesiCavalli selvaggi in IslandaPrimo piano di due cavalli islandesi
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