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L'invenzione (accidentale) delle bustine da tè

Nel 1904, le bustine del tè vennero inventate per sbaglio. L'inventore, Thomas Sullivan, pensò che fosse più conveniente mandare dei piccoli campioni a potenziali clienti in bustine di seta, piuttosto che in scatole. Le persone che li ricevettero credevano che fossero da inzuppare, e presto Sullivan venne inondato di ordini per le sue "bustine da tè".

Pubblicato il 14/02/2020 alle 19:38
In Gran Bretagna il arrivò nel XVII secolo, e cambiò per sempre le abitudini della nazione, che da allora vide la propria giornata divisa in due dalla famosa "ora del tè".
Alla fine del XVIII secolo il tè nero superò il tè verde in popolarità, e questo spinse gli inglesi ad aggiungere un po' di latte nella tazza.
Ma avvenne nel XX secolo il più radicale cambiamento dell'ora del tè: l'invenzione della bustina da tè.

Si ritiene che, per gustare al meglio il tè, le foglie vadano rimosse dall'acqua calda alla fine dell'infusione. La bustina si presta benissimo a questo, ma all'inizio venivano usate altre soluzioni, come le "palle da tè": contenitori di metallo bucate e riempite con le foglie del tè, dotate di una catenella per rimuoverli dall'acqua calda.
Le bustine da tè vennero inventate per sbaglio. Nel 1908, circa, il mercante di New York Thomas Sullivan iniziò a mandare degli "assaggi" di tè ai suoi clienti, chiusi in piccole bustine di seta. Alcuni di loro pensarono che fossero da utilizzare allo stesso modo degli infusori di metallo, e misero la bustina direttamente nella tazza.
Senza volerlo, Sullivan aveva inventato un nuovo, rivoluzionario prodotto, e decise di perfezionarlo. Negli anni '20 le bustine da tè vennero messe in commercio e crebbero di popolarità negli USA. Dopo la seta, si utilizzò la garza e in seguito la carta.


Bustine da tè
Foto di Rudy and Peter Skitterians da Pixabay


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