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La storia della birra ricca di nutrienti che aiutava i monaci durante la Quaresima, quando non si poteva mangiare cibo solido

Nel XVII secolo alcuni monaci tedeschi passarono la Quaresima nutrendosi esclusivamente di acqua e birra per 46 giorni. Inventarono una birra "insolitamente forte", piena di carboidrati e nutrienti. Nel 2011 un giornalista ha cercato di ricreare la dieta dei monaci. Ha avuto successo, perdendo 10 kg durante l'impresa.

Pubblicato il 22/02/2021

Nel 1629 i frati calabresi dell'Ordine di San Francesco di Paola si trasferirono in Germania, nel monastero Neudeck ob der Au di Monaco. Qui iniziò la storia di una birra molto particolare, che dovette sostentare i monaci durante il duro periodo della Quaresima, dove non era consentito consumare cibo solido.

L'acqua non era sufficiente per il loro sostentamento, e i monaci decisero di rivolgersi a un alimento che in Germania era molto comune: la birra. Inventarono una birra insolitamente forte, piena di carboidrati e nutrienti. Una sorta di "pane liquido" che permetteva di non interrompere la dieta.

Quella che inventarono fu un'antenata dell'odierna birra doppelbock. I monaci la vendettero a tutta la comunità, e così venne fondata nel 1634 la birreria Paulaner, dal nome del loro ordine.

Nel 2011 il giornalista cristiano J. Wilson, impiegato nella redazione di un giornale in Iowa, decise di ripetere l'impresa dei monaci e chiese la collaborazione di una birreria locale per creare un tipo di birra in grado di sostenerlo durante i 46 giorni della Quaresima.

In seguito, Wilson ha raccontato la sua esperienza alla CNN (ricevendo interviste da parte di moltissimi media). Vero e proprio appassionato di birra, l'idea di digiunare per nutrirsi solo con la birra gli venne dopo aver approfondito la storia dei monaci della Paulaner e del loro "pane liquido", pieno di vitamine e carboidrati.

Wilson riuscì nella sua impresa: non mangiò nulla nei 46 giorni di Quaresima, e bevve soltanto acqua e birra. Quello che scoprì, secondo quanto raccontò alla CNN, è che il corpo umano è una macchina straordinaria. All'inizio della dieta sentì una forte fame per i primi due giorni. Ma poi avvenne una sorta di "inversione di ingranaggi", e alla fame si sostituì una nuova energia, quasi una chiarezza, una maggiore capacità di concentrazione. Qualcosa che l'uomo non aveva mai provato.

Fu il senso dell'olfatto a tentarlo maggiormente. Ma la forza di volontà di portare avanti l'impresa riportò in lui la pace. Dopo un po' di tempo, Wilson riusciva a sentire l'odore di un cheeseburger senza soffrire troppo.

Un'altra lezione tratta da questa esperienza fu la differenza tra i desideri e i bisogni. L'uomo voleva un cheeseburger, ma sapeva di non averne bisogno. Aveva bisogno soltanto di nutrimento, e la ricchissima birra, benché senza proteine, poteva sostenerlo ancora a lungo. Alla fine della dieta l'uomo aveva perso 10 kg, ma imparato moltissime cose.

Birra
Foto di Ernesto Rodriguez da Pixabay
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