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L'auto della Chrysler che poteva andare a tequila
Nel 1963, Chrysler ha lanciato un'automobile con un motore a turbina che poteva sfruttare i carburanti più disparati: da olio di soia e arachide a profumi. L'allora presidente del Messico Adolfo Lopez Mateos la guidò riempiendo il serbatoio di tequila. Dopo un anno, tutte le auto vennero distrutte dalla Chrysler, tranne 9, che oggi si trovano nei musei e in collezioni private.
Nel 1963, la Chrysler cercò di realizzare e di mettere in commercio un'automobile con un motore a turbina (e non a pistoni). Rispetto al motore a pistoni, la turbina a gas aveva diversi vantaggi: eliminava le vibrazioni, era semplice da realizzare e poteva impiegare numerose tipologie di carburanti diversi.
Inoltre, la combustione era perfetta e non rilasciava monossido di carbonio. Il problema furono i costi di realizzazione: si rivelarono talmente elevati, a causa della necessità di leghe speciali per il motore, da spingere la Chrysler ad abbandonare il progetto.
Vennero realizzati 5 prototipi e 50 esemplari pre-serie per i test su strada. Di questi 55 modelli, 46 vennero distrutti dall'azienda stessa. Secondo la Chrysler, il motore poteva funzionare con un gran numero di carburanti: diesel, benzina senza piombo, kerosene e carburante per jet JP-4, ma anche profumo, olio di soia e di arachidi. Il presidente del Messico Adolfo López Mateos guidò una macchina caricandola di tequila, e gli ingeneri della Chrysler confermarono che era assolutamente possibile.